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Forum di discussione per tutti i topics riguardanti l'area Neuroscienze, sia da un punto di vista tecnologico, sia da un punto di vista fisiologico/medico.
di BlogAccount
#956
Ho iniziato questa discussione perché c'è una startup che sta cercando di raggiungere questo obiettivo.Volevo discuterne la fattibilità dal punto di vista tecnico.
Vi lascio il link,potrebbe interessarvi:
https://drgstartupitawebsite.weebly.com/

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Fatemi sapere che ne pensate...magari qualcuno di voi con competenze in materia potrebbe partecipare :arrow:
di BlogAccount
#963
E' passato un bel po' di tempo dall'ultimo post.
Ho notato che questo che sto scrivendo sarà il 12 messaggio della discussione e che l'argomento ha raggiunto più di 8100 persone.
Dunque, ho deciso di condividere con voi alcune problematiche riscontrate dalla DreamGear Startup (link https://drgstartupitawebsite.weebly.com/)... qualcuno dei lettori con competenze / interesse in materia potrebbe argomentare qui una sua tesi.

1) PROBLEMA: IL CODICE
Come ho descritto nei precedenti messaggi, lo scopo in analisi consiste nel leggere gli impulsi elettro-magnetici del cervello per poi passare ad un secondo step, ovvero quello dell'induzione di un sogno lucido programmato.
In linea teorica tutto fila abbastanza liscio ed in pratica si hanno a disposizione già abbastanza dispositivi utili (in grado di interfacciarsi con il cervello).
Ciò che va scoperto è però il linguaggio della mente: è vero che (per esempio) l'atto di guardare un oggetto provochi l'attivazione di specifiche zone cerebrali, ma il pattern di attività non è lo stesso per ogni individuo.
Se mettiamo a paragone i segnali registrati da EEG di una persona A, quelli saranno molto simili ma non uguali alla persona B.
Quindi è necessaria o la registrazione dell'attività di ogni singolo individuo (caso per caso) o la registrazione del codice "generico" usato dal cervello (caso ideale e generale).
La seconda strada è certamente la più semplice da usare, ma molto più ardua da trovare.


2) PROBLEMA: LA PROFONDITA'
Le interfacce cerebrali comunicano con il cervello in 3 modalità:
-) NON INVASIVA ( come un casco, basti immaginare una persona che indossa un casco di una moto)
-) INVASIVA (elettrodi nel cranio)
-) MEDIAMENTE INVASIVA (elettrodi in superficie, ma impiantati)
La DRG startup punta ovviamente alla prima modalità per il suo progetto.
Tuttavia, un problema che ne deriva è quello della capacità di una tecnologia non invasiva di arrivare a zone profonde del cervello come quella dell'amigdala.
E' una cosa improbabile ma possibile?
Se si progredisce con i mezzi, prima o poi si riuscirà a raggiungere quelle zone "nascoste" anche con strumentazione non invasiva?


3) ULTIMO PROBLEMA: EFFETTI COLLATERALI
Ovviamente, come in tutti i progetti che hanno a che fare con il nostro corpo, bisogna prendere in considerazione (ed evitare al 100%) gli effetti collaterali.
Prendendo in riferimento l'utilizzo ideale del DreamGear (dispositivo progettato dalla DRG STARTUP), ovvero considerando un tempo non prolungato / basse frequenze / mancanza di agenti esterni... ci sono comunque degli effetti collaterali?
Alcuni ci sono ed è proprio questo il punto: si mira ad avere effetti positivi.
Esempio, se si utilizza il DreamGear, potrebbe generarsi un miglioramento temporaneo o permanente dell'attività cerebrale.
Magari, nello studio. Esistono già i così detti dispositivi tDCS per raggiungere questi obiettivi ( e ci riescono abbastanza bene).
Oltre ad effetti positivi (che sono molteplici e conosciuti), però, bisogna domandarsi: e quelli negativi ( che non sono conosciuti e quindi non si sa quanti se ne possano generare)?
Potrebbe accadere che alcuni meccanismi cerebrali possano mal-funzionare se si utilizza troppo spesso il DreamGear?

Questi sono i 3 quesiti su cui le Neuroscienze indagano oggi.
di BlogAccount
#969
PREMESSA:
Nonostante le poche risposte, il numero di visite a questa sezione del forum continua ad aumentare (16 000 in questo momento).
Dunque, nell'idea che a qualcuno possa interessare, vi riporto alcuni risultati delle mie ultime ricerche. :)

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SOGNI CONDIVISI
Come si evince facilmente dal nome, si tratta di un tipo di sogno nel quale due o più individui partecipano (nello stesso momento) allo stesso "mondo immaginario".
In genere, si tratta di una sottocategoria di Sogni Lucidi (di cui abbiamo parlato già abbastanza), ma potrebbe accadere che si tratti di un semplice sogno dove non entra in gioco l'onironautica.
Al contrario proprio dei Sogni Lucidi, i Sogni Condivisi sono pura teoria.
Non vi sono dati sperimentali e le uniche informazioni ci arrivano dai resoconti di alcuni psicologi/scienziati del sonno e rispettivi pazienti.
Senza dilungarci oltre su congetture varie, concentriamoci sul come e sul se si possa indurre un sogno condiviso.
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Partendo da un esempio per spiegare questa tipologia di sogni, basti immaginare un individuo A nella fase di sonno REM.
L'individuo A sta sognando di essere al parco ed incontra varie persone (sia alcune persone che conosce nella realtà, sia persone frutto della propria immaginazione).
Tra queste, soffermiamoci su un individuo che chiameremo B.
Nel sogno, A e B avviano una conversazione riguardante un tema molto specifico (magari si stanno organizzando per uscire la domenica del "10 Aprile", tanto per dirne una).
Una volta sveglio, l'individuo A ci fornisce un resoconto dettagliato dell'intero sogno.
Dopo qualche ora, si immagini di incontrare nella realtà anche l'individuo B, che ci parla dello stesso identico sogno e della stessa identica esperienza percepita da A.
Tutto questo presupponendo che A e B non si siano mai parlati prima.
Questo è un sogno condiviso: uno stesso sogno preciso contraddistinto dallo stesso svolgersi degli eventi, immaginato nello stesso momento da due individui.
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Passando all'aspetto pratico, abbiamo detto come non sia possibile affermare con certezza se questo tipo di sogni esista o meno. Certo, potrebbe accadere o per motivi che non conosciamo o se A e B hanno avuto la stessa esperienza di vita nello stesso giorno (e questo ha provocato la medesima reazione cerebrale durante il sonno).
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Tuttavia, un modo per generare e far esistere un Sogno Condiviso c'è: proiettare nella mente delle due persone un mondo virtuale dove gli individui possano interagire tra loro.
Per essere più semplice, prendiamo un videogioco online.
Qui i vari utenti possono muoversi all'interno del mondo virtuale ed interagire tra loro.
Ebbene, se ciò che normalmente vediamo attraverso un monitor possa essere tramutato in impulsi visivi, ci troveremmo davanti ad un Sogno Condiviso (dove le azioni che l'utente fa nel videogioco avvengono nella nostra mente semplicemente pensandole, utilizzando quindi la stessa tecnologia oggetto della discussione dal principio).

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CONCLUSIONE: SOGNI CONDIVISI
Non si sa se i sogni condivisi possano avvenire o meno nella realtà in modo naturale (e casuale), ma è certo che un giorno sarà possibile indurne e crearne uno. :idea:
di BlogAccount
#971
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SECONDA CONSIDERAZIONE: GENTE CHE NON CONOSCIAMO?!

Mentre si sogna (e questo lo sanno tutti per esperienza), è possibile incontrare gente mai vista prima.
Ma come?
Al di là del significato dietro questo fenomeno, che andrebbe a sfociare nella filosofia, passiamo direttamente alle spiegazioni.
Come nell'ultima tematica, anche questa è priva di riferimenti sperimentali, ma nulla ci vieta di ragionare. :o
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L'essere umano, essendo sociale, ogni giorno vede una quantità enorme di facce e visi (sia mediante monitor che nella realtà).
Questo avviene ogni giorno e, per via ipotetica, se in questo momento avessimo una foto per ogni persona esistente attualmente sulla terra (quindi senza contare personaggi storici), avremmo a disposizione ben 7 miliardi e mezzo circa di combinazioni.
Escludendo statura e tratti corporali, che sono creati abbastanza casualmente dalla mente durante i sogni, è quindi giusto affermare che tutta questa mole di informazioni che il cervello acquista durante il giorno va rielaborata (e lo influenza) nel sonno.
Il cervello ha una proprietà e capacità di creatività immensa. Ergo, non è impensabile il fatto che si riesca a fornire gli individui immaginari (frutto della nostra mente durante il sogno) di tratti facciali/vocali/caratteriali che ben si sposano con la realtà di tutti i giorni.
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In conclusione, tutti gli schemi tipici di un essere umano sono riempiti e collegati dal cervello tramite ragionamento ed intuito, in modo da creare una persona perfetta da tutti i punti di vista, ma con un unico difetto: non è reale.
E' da qui che la mente riesce a generare una gamma di visi che avranno una probabilità infinitesimale di esistere veramente (nel passato, nel presente e nel futuro).

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