Nasce il primo forum italiano per l'Ingegneria Biomedica

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Esperienze di lavoro di laureati italiani in Ingegneria Biomedica in Italia e all'Estero
di Renato.Bruno
#891
Ragazzi buonasera, nonostante io sia attualmente occupato (product specialist, stendiamo un velo pietoso) e per una serie di situazioni non abbia la possibilità di spostarmi e cercare di meglio, ho dato uno sguardo per curiosità ai vari noti siti (Linkedin, Monster, Infojobs, Indeed...), ma la situazione mi appare tragica.
È mai possibile che a fronte di MIGLIAIA di offerte di lavoro per praticamente qualsiasi altro singolo ramo dell’ingegneria, il massimo che, quantitativamente, sono riuscito a trovare in ambito biomedicale sono le SETTANTA offerte di lavoro su Linkedin (sugli altri siti sono addirittura meno), di cui molte, soprattutto quelle per i concorsi pubblici in ASL e/o Ospedali, scadute da diversi anni e quindi in realtà da non conteggiare.
Fra le poche altre il massimo che sono riuscito a trovare è qualche posto sempre come product specialist, ma veramente poca roba.
È normale tutto questo secondo voi ?
L’idea di avere come massima ambizione una RAL da 30K, se tutto va bene, e fare fondamentalmente il venditore di prodotti in giro per il nord Italia non mi entusiasma per nulla.
È vero, all’estero c’è qualcosina in più, ma come detto ad oggi non posso muovermi in Italia, figuriamoci fuori, e comunque non pensiate sia tutto rosa e fiori lì.
Vorrei sapere un po’ le vostre opinioni, come vi siete mossi o avete intenzione di muovermi per trovare lavoro, e soprattutto se anche qualcuno di voi si trova nella mia stessa situazione di sconforto.
Non è questo quello per cui ho studiato, non è questo quello che mi avevano “promesso” all’Università, ed allora inizio seriamente a credere di aver sbagliato fin dal principio.
Grazie e scusate la lunghezza e magari l’off topic.
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di Ste Pani
#895
Ciao,
(ho spostato il tuo topic in esperienze di lavoro perché più attinente)

Al momento quello che dici è quasi completamente ciò che ho sentito da tantissime altre persone che spesso sono costretti ad accontentarsi di un lavoro che non è ciò per cui hanno studiato.
Un mio professore diceva che i bioingegneri in realtà trovano subito il lavoro, ma che sempliemente non lo trovano nel proprio settore. Purtroppo il problema è proprio questo.

Una delle persone con cui ho parlato, autore nella pagina divulgativa di ingegneriabiomedica.org, Lorenzo Morelli, ha fatto il tuo stesso percorso ma si era specializzato sin da subito in un ruolo più gestionale.
Secondo lui, citandolo,
c'è una mancata (e mancante) comunicazione sul come sia il mercato del lavoro per gli ingbio fuori dall'università, quali ruoli e quali possibilità concretamente esistano
Secondo me la situazione è un po' più complessa perché sono convinto che il lavoro da bioingegnere sia limitato a poche persone, quindi quasi impossibile da ottenere per i più.

Altre persone confermeranno quel che dici, in particolare in questo forum c'è @MrTetris che più volte ha dimostrato il suo scontento.

Da quel che so, sembra essere più facile avere un lavoro da biomedico come ricercatore, soprattutto nelle università, ma anche questo non è scontato.

È giusto parlare di questo argomento e si sta pensando di farci sopra un articolo, al momento ancora lontano dal realizzarsi.
In questo modo si spera di farlo notare a più persone possibili così da far capire allo Stato di cosa si ha bisogno in Italia.

Chiedo a chi può di scrivere le proprie esperienze in questo settore per aiutarci in questo intento.
di Renato.Bruno
#896
Grazie per la risposta e scusa per aver effettivamente sbagliato sezione in cui postare, mi ero appena iscritto e stavo scrivendo dal cellulare, quindi non ho prestato la dovuta attenzione.
Comunque concordo con il tuo discorso, e paradossalmente ti dico che io mi ritengo un "fortunato", anche se frustrato dalla mia situazione, perché almeno ho un lavoro che per quanto dal mio punto di vista sia inappagante professionalmente parlando, almeno mi consente di andare avanti e progettarmi un futuro in qualche modo.
Molti colleghi, soprattutto i più giovani, che si sono laureati da poco o che si devono ancora laureare, non é detto che abbiano la mia stessa "fortuna", perché quando sono uscito io anni fa dall'Università di biomedici se ne laureavano poche decine l'anno, ora a quanto ho avuto modo di vedere é diventato un cdl anche abbastanza gettonato, e i laureati sfondano il migliaio ogni anno, e sono in continua crescita.
Non c'é ovviamente necessità che evidenzi che se le offerte di lavoro sono poche (e sono poche, inutile girarci intorno, pochissime, almeno in Italia) ed i laureati aumentano esponenzialmente, siamo di fronte a quello che con tutta probabilità é un problema occupazionale, futuro e presente.
Non tanto un problema occupazionale quantitativo, perché anche consultando le varie statistiche reperibili on-line i biomedici lavorano, molto meno di altri ingegneri più gettonati ma comunque lavorano, ma un problema occupazionale di tipo qualitativo, perché lavorare in un campo che non é attinente con il percorso di studi fatto non solo é frustrante ma anche professionalmente svantaggioso, perché ci saranno persone più formate, e probabilmente anche più motivate di te, che concorreranno meglio per quelle posizioni per cui i loro corsi di laurea li hanno formati più nello specifico.
Volendo restare in tema biomedico, dando per assodato che comunque la stra grandissima maggioranza di noi é costretta a riciclarsi in altri ambiti con alterne fortune, la situazione in Italia é completamente stagnante, oserei dire inesistente!
Nessuna azienda biomedica fa progettazione in Italia, nessuno fra i vari colossi multinazionali dell' e-health e delle apparecchiature biomedicali ha una sede di progettazione in Italia, ma paradossalmente anche se l'avessero i biomedici non rappresenterebbero per forza la loro prima scelta, visto che per la progettazione di apparecchi biomedicali risentiamo della concorrenza di altri ingegneri, che anche se non hanno la parolina "biomedico" nel titolo di studio comunque sono stati debitamente formati a progettare e supervisionare la realizzazione di macchinari (in alcuni casi, é brutto dirlo, anche più e meglio di noi biomedici, ma qui bisognerebbe aprire un altro topic su quelli che sono gli insegnamenti impartiti dalle Università ed il confronto con gli altri corsi di studi ingegneristici), pochissime aziende fanno ricerca e sviluppo.
Per restare nel campo della ricerca, in Italia ma anche all'estero, é necessario proseguire gli studi con un PhD, ed é molto difficile accedervi (nella mia Università ve ne era solo uno, con 16 borse, e non era neanche specifico per l'ambito biomedico ma rivolto all'ingegneria elettronica in generale).
Intraprendere la carriera accademica o comunque di ricerca in Italia, senza avere alle spalle qualcosa o qualcuno, vuol dire imbarcarsi in un'avventura che può si portare ad avere le giuste soddisfazioni (per pochissimi, e comunque in età avanzata) ma anche a frustrazione e precariato (per molti altri), con l'aggravante che se non va bene la strada della ricerca poi si entrerebbe nel mondo del lavoro con un decennio buono di ritardo, ed anche lí ritagliarsi uno spazio diventerebbe complicato a quel punto.
Queste sono le ragioni che mi hanno portato a scartare l'opzione ricerca/universitá, nel momento in cui ho dovuto decidere che fare della mia vita dopo la laurea.
Poi secondo me non si può non parlare della situazione veramente misera che vivono gli ingegneri biomedici nelle strutture sanitarie di questo Paese.
Ragazzi, gli ingegneri clinici, o comunque i biomedici che vengono assunti tramite concorso pubblico nelle strutture del Servizio Sanitario Nazionale, vengono messi alla stregua di infermieri e tecnici di laboratorio, fascia D del CCNL per la sanità, che equivale ad una RAL di 23K euro, ma stiamo scherzando ?
E comunque, bisogna anche essere fortunati per essere assunti negli Ospedali o nelle ASL, perché i concorsi escono ogni morte di Papa, i posti messi a bando difficilmente sono piú di uno, e per via del fatto che la situazione lavorativa é quello che é ci si ritrova ad avere moltissima concorrenza per quei pochissimi posti messi a disposizione.
Il Decreto Lorenzin ha riconosciuto la figura dell'Ingegnere biomedico all'interno delle strutture sanitarie, ed é stato anche creata la lista certificata degli ingegneri biomedici all'interno dell'Albo, ma alla fine la loro assunzione é semplicemente "consigliata", che io sappia nessuna struttura sanitaria, pubblica o privata che sia, ha l'obbligo di avere un determinato numero di ingegneri biomedici a ricoprire determinate mansioni, e dunque non se ne assumono, se non in un ristrettissimo numero (consultate voi stessi, se non l'avete già fatto, i vari bandi).
Io vorrei capire, ma esattamente quali sono le prospettive di un ragazzo che oggi termina il percorso di studi, esce dall'Università e si inserisce nel mercato del lavoro con una laurea in Ingegneria Biomedica ?
Fatti salvo rari e fortunati casi ?
Scusate lo sfogo, non voglio apparire disfattista o pessimista, perché tra l'altro io di natura sono una persona che non tende a scoraggiarsi, ma probabilmente se avessi letto determinate parole in altri momenti della mia vita avrei ponderato in maniera diversa alcune mie scelte, e forse sarei in una situazione diversa oggi.
di alessandra31494
#906
Ciao colleghi, sono Alessandra e sono nuova del forum. Mi inserisco in questa discussione perchè mi riguarda proprio in questo periodo. Sono una laureanda alla triennale in biomedica e mi sono affacciata in questi mesi nel mondo del lavoro per chiarirmi le idee su cosa ci fosse nel mercato. Purtroppo sono profondamente sconfortata e mi sono ritrovata moltissimo nelle parole di Renato Bruno.

Guarda ti capisco benissimo. Alla fine di questo percorso ho solo amarezza .
Io parlo per me, sarebbe bastata un minimo di chiarezza in più sulle reali prospettive lavorative del corso di laurea DA PRINCIPIO per poter fare una scelta ponderata in modo migliore. Invece "biomedica" è stata pubblicizzata e sponsorizzata (almeno nel mio territorio) come il corso " rivoluzionario, innovativo, super cool " solo per avere iscritti!
Non c'è stata minimamente la volontà di formare una figura davvero utile alla società e alle aziende.
Diciamocela tutta, l'interdisciplinarità del corso non è un vantaggio! Si studia un po' di informatica, un po' di elettronica, un po' di meccanica, un po' di elettrica e un Bel po' di argomenti di medicina e Perchè?? Noi non siamo medici, non siamo informatici, né meccanici né elettronici. Qualsiasi ingegnere "puro" ci passa davanti.

Volete la mia testimonianza? Conosco personalmente ingegneri meccanici e ragazzi con il DIPLOMA che lavorano in un azienda biomedica progettando protesi Senza aver fatto Nessun esame di anatomia fisiologia istologia o che so io!!!
Sapete qual è il colmo? Che in quest'azienda Biomedica di ingegneri biomedici a progettare NON ne vogliono perchè non hanno tutte le basi che potrebbe avere un ingegnere "vero" o uno senza laurea ma che ha moltissima esperienza nel campo! Cioè, Non ti fanno neanche provare a sostenere un colloquio! Ti scartano a priori solo perchè biomedico.

Ma vi rendete conto?? Uno studia e butta soldi, sudore e salute sognando (povera illusa) di poter veramente lavorare nello sviluppo o comunque un minimo per il campo per cui ha studiato, e questa è la situazione che si trova di fronte.

e cosa ti rimane da fare? Se sei capace lo specialist sbattuto in giro, oppure lascia perdere il medicale e fai la centralinista, la segretaria amministrativa o l'informatico/ programmatore nell'azienda che sfrutta neolaureati fino all'osso ( tutto rigorosamente come stage per una polpetta fritta) ovviamente in qualsiasi ramo (dall'agricolo al finance) tranne quello medicale! Ovvero in contesti in cui non sono serviti assolutamente a Nulla i mille esami bio tra anatomia, fisiologia e biochimica! Per non parlare (ma questo è un discorso che riguarda tutti) che cercano neolaureati con esperienza! (...)

Ovviamente, come hanno detto altri, a meno che non si scelga la via lunga del percorso universitario.

Io non ho parole.
Detto ciò, chi mi legge faccia la sua scelta universitaria in modo molto ponderato se vuole entrare nel mondo aziendale.
Io queste informazioni purtroppo non le ho avute altrimenti col cavolo che avrei preso questa strada.

Scusate lo sfogo, ma voglio che nelle ricerche web sulla biomedica compaia anche il mio punto di vista oltre che quello delle frottole universitarie fatte per spillare soldi di tasse di iscrizione.
Spero di essere stata utile a qualcuno e se avete domande cercherò di rispondervi al più presto.

Alessandra
di Pierpaolo.S
#907
Ciao ragazzi, sono nuovo sul forum, mi ci sono iscritto per trarre informazioni sull'ingegneria biomedica e sui suoi possibili sbocchi professionali.
Io frequento il quinto superiore, quindi dovró iscrivermi all'Universitá il prossimo Anno Accademico.
Ma davvero (non che abbia motivo di dubitare della vostra parola e delle vostre esperienze, sia chiaro) la situazione é tanto tragica come appare, o sono i classici post di "sfogo" che si leggono un po' in giro su qualsiasi forum/gruppo di ogni varia professione ?
No perché anche a me l'Ingegneria biomedica é stata "venduta" come la branca del futuro, come un campo in fermento, fiore all'occhiello dell'innovazione, prospero e rigoglioso di opportunitá, e detto sinceramente sarebbe una scelta che non mi dispiace affatto, almeno per come mi é stata descritta.
Certo, doversi sobbarcare anni di lunghi e difficili studi per poi immettersi in un limbo professionale non sarebbe propriamente la mia ambizione, ma quindi se doveste provare a quantificare la differenza di "valore" (in termini di spendibilitá ed offerte lavorative, sia chiaro, non in senso assoluto) di una Laurea in biomedica da una in altri rami dell'ingegneria, questa sarebbe tanto marcata ?
In parole povere, ingegneria biomedica é una laurea che "conviene" o c'é il rischio di impantanarsi e ritrovarsi con in mano un pezzo di carta e tante illusioni infrante ?
A questo punto non so, magari sarebbe meglio per me intraprendere qualche altro cdl in ingegneria, visto che di problemi a livello lavorativo di questa portata non mi era mai capitato di sentirne per altri rami, che anzi sono molto richiesti a quel che so.
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di Ste Pani
#910
alessandra31494 ha scritto:
Volete la mia testimonianza? Conosco personalmente ingegneri meccanici e ragazzi con il DIPLOMA che lavorano in un azienda biomedica progettando protesi Senza aver fatto Nessun esame di anatomia fisiologia istologia o che so io!!!
Sapete qual è il colmo? Che in quest'azienda Biomedica di ingegneri biomedici a progettare NON ne vogliono perchè non hanno tutte le basi che potrebbe avere un ingegnere "vero" o uno senza laurea ma che ha moltissima esperienza nel campo! Cioè, Non ti fanno neanche provare a sostenere un colloquio! Ti scartano a priori solo perchè biomedico.
Scusa Alessandra, mi sembra molto strano che ci siano aziende che non vogliono ingegneri biomedici, specie a prescindere dal resto, o che addirittura preferiscono ragazzi diplomati.
Almeno, io non ho mai sentito nulla del genere e nemmeno altre persone con cui ho parlato hanno mai avuto a che fare con questa esperienza.
Se puoi dirlo, di che azienda parli?

Comunque, ragazzi, non crediate che gli altri ingegneri se la passino bene. Conosco veramente poche persone laureate in un'ingegneria che fanno il lavoro di quella stessa ingegneria.
Per fare solo un esempio strano, conosco un dottorando che ha studiato civile ma nel dottorato si occupa di biomedica. E fatemi dire che un civile non ha le competenze biomediche di un biomedico utili nel dottorato.

Forse gli unici che se la passano bene sono i gestionali che sono richiestissimi in tantissime aziende e gran parte degli ingegneri che conosco (non solo biomedici) si occupano di una mansione gestionale.

Questo lo dico per far capire che forse il problema non è l'ingegneria biomedica in sé ma c'è qualcosa che sta più a monte che tappa le ali a la maggior parte delle persone.

Una qualità apprezzabile penso sia quella di potersi adattare e certe volte ha senso adattarsi a fare ciò che non si vuole, nella speranza che un giorno le cose cambino. E ripeto, questo discorso non è solo per l'ingegneria biomedica
di Goldiamond97
#916
Ciao,scusami se rispondo ad un commento random ma non riesco ad aprire un'altra discussione. Volevo chiedere questo: l'anno prossimo prenderò la laurea in biotecnologie per la salute e vorrei iscrivermi al corso di laurea magistrale in bioingegneria alla Federico II. Ho letto che per accedere però ho bisogno di una laurea triennale in elettronica o comunque una laurea in ingegneria informatica. I candidati che non hanno le lauree sopra descritte saranno presi in esame dal CCD per valutare i requisiti curriculari posseduti. Che ne pensate,posso riuscirci?

GRAZIE

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