Nasce il primo forum italiano per l'Ingegneria Biomedica

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Esperienze di lavoro di laureati italiani in Ingegneria Biomedica in Italia e all'Estero
di Cicci
#1057
Ciao a tutti! Vorrei ricevere informazioni riguardanti la figura dell’ingegnere nell’ambito della riabilitazione. In che ambiente può trovare lavoro? Esistono delle possibilità concrete di trovare lavoro in questo ambito? Quali sono le possibili mansioni che questa figura deve saper svolgere? Può interagire anche con pazienti? Mentre per quanto riguarda la ricerca, quali sono i centri specializzati in questo settore sia in Italia che all’estero?
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di Ste Pani
#1058
Ciao!
Cicci ha scritto:
Vorrei ricevere informazioni riguardanti la figura dell’ingegnere nell’ambito della riabilitazione
L'ingegnere della riabilitazione opera, ovviamente, in campo riabilitativo presso centri specializzati o di progettazione di particolari dispositivi.

In generale, la sua mansione è quella di sviluppare dispositivi medici o soluzioni tecnologiche per aiutare le persone con disabilità, oppure soluzioni atte al recupero delle funzioni fisiche e cognitive perse in seguito a malattie o infortuni.
Ad esempio, può progettare deambulatori e sedie a rotelle o attrezzature che servono per far fare esercizi di riabilitazione ad un paziente, progettare o aiutare la progettazione di robot esoscheletri per migliorare la mobilità.
Una fonte (EMB) dice anche che può eseguire la progettazione di sistemi di comunicazione “aumentata”, la progettazione di accessi facilitati a certe tecnlogie (computer, smartphone, ecc...) per persone con disabilità, lo sviluppo di nuovi materiali e la realizzazione di protesi per gambe per gli atleti paralimpici.

Inoltre può effettuare o supervisionare le prove sui pazienti per le analisi del cammino (gait analysis) o in generale del movimento. Per fare qualche esempio di questi tipi di analisi, ci sono l'optoelettronica (anaizza la cinematica del corpo, di solito tramite markers che ricostruiscono i segmenti corporei al computer), le pedane di forza per studiare la dinamica del movimento, le pedane baropodometriche per la pressione plantare, gli elettromiogrammi (EMG) per studiare l'attività muscolare, gli elettrogoniometri per misurare gli angoli articolare, eccetera.
Tutti questi sistemi consentono di visualizzare anomalie per mezzo delle quali il terapeuta prenderà le decisioni riabilitative.
Ho visto alcuni miei professori e i loro dottorandi supervisionati (e a volte anche tesisti supervisionati), oltre che a qualche professionista che compivano tali prove.

Ci tengo però a precisare che, secondo quanto riportato dall'Elenco Nazionale Certificato degli Ingegneri Biomedici e Clinici, l'ingegnere NON può "compiere specificatamente atti diagnostici, terapeutici o di riabilitazione."
Cicci ha scritto:
Mentre per quanto riguarda la ricerca, quali sono i centri specializzati in questo settore sia in Italia che all’estero?
Qui entrare nello specifico diventa complicato e ammetto di non conoscere molto bene la situazione estera, però in generale le università sono le più fiorenti in fatto di ricerca scientifica biomedica. Fare il dottorato di ricerca in campo biomedico sicuramente offre possibilità in questo verso.

Ci sono poi aziende che operano in settori specifici biomedici che cercano ogni tanto qualche ricercatore da assumere, ma a quanto ho visto in Italia è un fatto relativamente raro e, una volta che hanno trovato i ricercatori voluti, non ne cercano più per tanto tempo. Immagino che ci siano anche strutture sanitarie che si occupano di ricerca, ma personalmente non ne sono al corrente.
Teoricamente parlano, un ingegnere biomedico in proprio, iscritto all'Ordine degli Ingegneri, potrebbe occuparsi di ricerca in privato ma tenderei a sconsigliarlo vista l'altissima concorrenza di strutture dedicate e di grossa importanza, i prezzi piuttosto alti per tanti tipi di ricerca nel settore biomedicale e la grossa quantità di brevetti già registrati con cui potrebbe entrare in conflitto.
Ripeto, non conosco bene la situazione estera, forse lì le cose sono diverse. Vedrò se riuscirò a trovare altre informazioni al riguardo.

Spero almeno di aver dato delle risposte alle tue domande su riabilitazione e ricerca. Nel caso dovessi trovare altre informazioni, ti farò sapere!
di Cicci
#1061
Grazie per aver risposto alle mie domande sei stato esaustivo!
Volendo intraprendere questa strada è meglio scegliere un curriculum industriale o più orientato all’informazione? Frequento il secondo anno di ingegneria biomedica al Politecnico di Milano e l’anno prossimo dovrò scegliere appunto tra industriale e informazione.
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di Ste Pani
#1066
Tecnicamente questo tipo di lavoro ha molti punti in comune con entrambi perché metti assieme punti tipici della meccanica (industriale) con l'eletrronica e l'informatica (informazione), tanto che io ho avuto professori provenienti da entrambi i rami che tenevano lezioni al riguardo.

In generale, se ti vuoi focalizzare più sui dispositivi informatici ti consiglio il percorso dell'informazione, se ti vuoi focalizzare più sui dispositivi meccanici, ti consiglio il percorso industriale.

Se può interessare (in anteprima), è in preparazione una pagina che riguarda in realtà esame di Stato ed iscrizione all'Ordine degli Ingegneri in cui si analizzano anche le principali diferenze fra i due rami dell'ingegneria.
Informazioni Biomedica,grazie!

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