Nasce il primo forum italiano per l'Ingegneria Biomedica

IngegneriaBiomedica.org presenta un progetto interamente italiano: la prima Community online di condivisione di idee per l'Ingegneria Biomedica. Unisciti a noi in questo ambizioso progetto!

Esperienze di studio nei corsi di laurea in Ingegneria Biomedica degli atenei italiani ed esteri
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di Winterw
#412
Buonasera, sono un nuovo iscritto... nulla da dire su di me, quindi lascio da parte un noioso e stagnante post di presentazioni. Come intuibile da titolo, frequento attualmente il primo anno di medicina ma ogni giorno che studio sento di deprimermi perché sto abbandonando sempre di più la tecnologia, che mi affascina così tanto (software, linguaggi,...). Quindi ho pensato, coraggio permettendo, di passare alla facoltà di ingegneria biomedica, che sembra coniugare le mia vicinanza alla tecnologia con l'ambiente sanitario. Tuttavia, leggendo post (interni ed esterni al forum) sembra che questa facoltà sia trattata in Italia come un'ingegneria di "seconda scelta". Premettendo che sarei anche disposto ad andare all'estero, conviene studiarla in Italia facendo 3+2 di ingegneria biomedica oppure fare un altro tipo di ingegneria base (es. informatica -che trovo estremamente affascinante-) e poi prendere una specialistica in biomedica (sempre che sia possibile, sto sparando possibilità dall'alto della mia ignoranza)?
Voi, in base alla vostra esperienza, che consigliereste?
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di Gaetano Moceri
#413
Ciao e benvenuto :)
Senza fare troppe chiacchiere, sappi che ingegneria biomedica e ingegneria informatica, anche se non dovrebbe essere cosi, sono lontane anni luce. Ti posso anche dire che ingegneria biomedica non è affatto una seconda scelta, anzi. Al Politecnico di Torino gli iscritti (o quanto meno le richieste) sono sempre di più ogni anno. Il problema fondamentale che emerge in ogni post su questo forum è che quello che insegnano nelle università è spesso inadeguato rispetto alle aspettative degli studenti, aspetto che trova ripercussioni anche nel mondo del lavoro.
Il mio personalissimo consiglio è quello di fare una triennale in ingegnerai informatica. Visto che sei comunque appassionato, dovresti trovare i giusti stimoli che potrebbero aprirti tantissime strade nel corso degli studi. Poi la magistrale la sceglierai di conseguenza. Altra cosa da considerare: da una qualunque ingegneria a biomedica il passo è relativamente breve, mentre il percorso opposto è decisamente più complicato.
Tornando indietro, non farei mai e poi mai ingegneria biomedica come triennale. Tant'è che poi ho cambiato totalmente ambito in magistrale.
Spero di aver chiarito un po' i tuoi dubbi. Se dovessi avere altre domande non esitare a scrivere :)
Gaetano
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di Ste Pani
#427
Gaetano Moceri ha scritto: Tornando indietro, non farei mai e poi mai ingegneria biomedica come triennale.
A mio parere è colpa del PoliTo, non sei il primo che sento che la pensa come te.
Però io ad esempio ho fatto la triennale a Cagliari e sono rimasto molto soddisfatto.

La cosa migliore è informarsi per cercare il posto giusto, se con questo forum riusciamo a avere molti pareri su tutte le università magari potremmo riuscire a indirizzare le persone nel posto più adatto.

Uno dei miei pensieri su questo forum è cercare in futuro di dare molti pareri degli studenti e dei professori così da poter migliorare l'università italiana almeno per ingegneria biomedica (e magari dare il buon esempio alle altre facoltà).

@Winterw, secondo me se trovi una buona università e vorresti fare ingegneria biomedica io ti direi di iniziare dalla triennale perché acquisisci delle basi che indirizzano molto più verso la bioingegneria rispetto alle altre ingegnerie.

Puoi anche fare la triennale in un'altra ingegneria senza troppi problemi (dovrai recuperare qualche esame alla magistrale però). Visto che hai fatto già un anno in medicina alcune conoscenze mediche probabilmente le hai già acquisite!

Che ramo dell'ingegneria biomedica preferisci?
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di FrancescaM
#430
Ciao a tutti!
Sono una nuova iscritta al forum; mi inserisco qui perché mi sembra di avere un problema simile a quello di Winterw.
Sono al primo anno di biotecnologie ma vorrei cambiare verso ingegneria, che preferisco sia come materie che come applicazioni: mi manca l'aspetto tecnologico e matematico. Mi interessa in particolare il settore della neuroingegneria che ho visto essere una magistrale a Genova. Sono però un po' confusa riguardo alle differenze nel corso tra i vari atenei ( ad esempio il corso dell'università di Cagliari mi sembra preveda molta più anatomia e materie di ambito strettamente biomedico rispetto al Politecnico di Torino o Milano, o all'università di Pisa), e alla possibilità di non iniziare con biomedica dalla triennale ma cominciare da elettronica/informatica e specializzarmi solo una volta alla magistrale. C'è qualcuno che mi sappia dare un consiglio orientativamente? Che tipo di percorso dovrei scegliere? Ci sono differenze di preparazione significative tra i vari atenei? Vale veramente la pena spostarsi per andare in uno dei due Politecnici? Sarebbe preferibile iniziare con biomedica o con un altro tipo di ingegneria?
Scusate per le mille domande, grazie per l'attenzione :D
Francesca
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di Ste Pani
#431
FrancescaM ha scritto: Sono una nuova iscritta al forum; mi inserisco qui perché mi sembra di avere un problema simile a quello di Winterw.
Mi sembra un'ottima idea! Non sarebbe male se altri con questo problema facessero così.
Ci sono differenze di preparazione significative tra i vari atenei?
Nessun ateneo è uguale agli altri, rispondere a questa domanda è piuttosto difficile perché ci sarebbe bisogno di sentire le opinioni di tante persone in più atenei.
Io ti posso dire alcune cose che ho passato e che ho sentito dire su diversi atenei.
  1. Inizierei col parlare di Genova, io non ci sono mai stato ma ho alcuni amici che hanno deciso di andarci soprattutto per neuroingegneria come vorresti tu e non ho trovato nessuno veramente contento dell'ateneo (questo mi è stato solo riferito, per cui non posso darti un parere oggettivo).
  • Milano, non sono mai stato al Politecnico ma so che le magistrali hanno tanti corsi in inglese e sembrano tutte interessanti però so anche che Milano è piuttosto costosa (per fare un paragone a Milano un affitto per una casa costa minimo 500 euro al mese mentre a Torino tale prezzo è uno dei più alti).
  • Pisa, non ci sono mai stato ma ho avuto due pareri molto discordanti: una persona mi ha detto che le hanno detto che non è granché e vedendo l'ambiente se ne è convinta così tanto che è andata a studiare a Roma; un'altra persona invece mi ha detto che l'ateneo è "una bomba" (cito testualmente), molto all'avanguardia e con professori in gamba che pretendono molto.
  • Torino, io ci sto facendo la magistrale ma non ho mai fatto la triennale. Alcune persone che conosco che hanno fatto la triennale ne sono rimaste così deluse che alla magistrale hanno cambiato il proprio percorso da Biomedica ad un'altra ingegneria (Gaetano è un esempio). Una fonte non so quanto affidabile mi ha riferito che al PoliTo solo Biomedica è organizzata male e non le altre triennali. Ho però sentito da poco anche pareri che non ritengono il PoliTo così brutto.
    Io posso dirti che alla triennale non si fa nemmeno un po' di matlab (programma utilissimo) mentre alla magistrale improvvisamente in metà dei corsi bisogna utilizzarlo (come buttare una persona nell'acqua alta per insegnarle a nuotare). Ho parlato del polito in altre occasioni e se cerchi altre risposte magari trovi più informazioni, qui ti dico solo che ha un sacco di aspetti positivi come anche un sacco di aspetti negativi (parlando soggettivamente e da studente).
  • Cagliari, confesso che è la prima volta che parlo di UNICA in questo forum! Studi a Cagliari al momento?
    A Cagliari c'è solo la triennale, quindi per fare una magistrale o cambi città o cambi percorso di studi.
    Faccio una premessa dicendo che avevo letto un articolo di anni fa in cui UNICA era ritenuta l'università peggiore di tutta Italia. A mio parere non si parla nello specifico di Ingengeria Biomedica che personalmete ho trovato un ottimo corso di laurea. Si fanno molte materie interessanti e io sono uscito dalla triennale pieno di speranze e orgoglioso della mia scelta.
    In questa triennale si usa un pochino di matlab in un corso obbligatorio e due a scelta (se non sbaglio) così da avere delle basi molto utili per la magistrale.
    Il portale online di UNICA fa davvero pena, ma nella pagina di Ingegneria Biomedica si trovano informazioni molto interessanti (ad esempio avvisano l'uscita di seminari che possono dare dei crediti formativi, danno notizie su alcuni eventi, una volta c'era una notizia sulla magistrale a Bressanone, alcuni professori mettono i voti, ecc...), ma nonostante ciò non è nemmeno un quarto di ciò che ti dà ad esempio la pagina online del PoliTo.
    Il corso di laurea è molto in crescita, così tanto che da quando me ne sono andato io hanno già cambiato parecchie cose (come alcuni corsi o professori o metodo per presentare la tesi, alcune cose sul portale) e forse se te ne parlasse qualcuno che ci sta studiando ti darebbe più informazioni, se però hai domande specifiche chiedi pure.
    Riguardo alle materie in ambito medico, è vero ce ne sono davvero taante rispetto ad altri atenei, ma io ti dirò che grazie ad alcune di quelle materie ho inparato alcune basi che poi mi sono servite alla magistrale (anche se non di fondamentale importanza) e le ho trovate molto interessanti. Un professore aveva detto "rispetto agli altri tipi di ingegeri il bioigengere è l'unico che consce qualcosa in ambito medico, nessun'altra ingegneria può darvi certe basi, fatene tesoro perché è ciò che vi contraddistingue!"
Sarebbe preferibile iniziare con biomedica o con un altro tipo di ingegneria?
Innanzitutto il primo anno è praticamente identico per tutti, quindi se inizi con un'ingegneria puoi spostarti ad un'altra il secondo anno senza nessun tipo di complicazione.
Io sono del parere che se si vuole fare una magistrale in Ingegneria Biomedica sarebbe opportuno iniziare con Ingegneria Biomedica, ma probabilmente dipende anche dall'ateneo. Comunque probabilmente se vuoi fare neuroingegneria potrebbe andar bene anche iniziare con ingegneria elettronica o informatica, io non so proprio nulla di neuroignegneria ma i miei amici di Genova so che usano molto i codici che si imparano in ingegneria informatica. Probabilmente in neuroingegneria non si ha a che fare con l'ambito meccanico che è obbligatorio imparare alla triennale e di cui non ti faresti molto. Sarebbe meglio se però rispondesse qualcuno che sta facendo neuroingegneria.

Mi scuso per la risposta chilometrica, spero di essere almeno utile. Se hai altre domande chiedi pure.

P.S.: hai lo stesso nome e iniziale del cognome di una persona a me molto cara.
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di FrancescaM
#432
Innanzitutto grazie mille per la risposta esaustiva! Sei stato gentilissimo :)
Studi a Cagliari al momento?
No, studio a Sassari ma vorrei spostarmi. Chiaramente ogni università ha pregi e difetti e non esiste niente di perfetto, ma qui tutto è veramente disorganizzato, oltre che per quanto ho visto fino ad ora un po' superficiale.
La mia idea sarebbe di fare la triennale a Cagliari e poi spostarmi dalla Sardegna dopo, a meno che non venga a sapere che Cagliari sia proprio pessima. Mi piace com'è strutturato il percorso di studi dato che la mia idea iniziale era di fare medicina, quindi per me il fatto di approfondire l'ambito medico-biologico è solo meglio.
Per quanto riguarda il discorso della pagina web, rispetto a quella dell'UniSS quella dell'UNICA è oltre, per non parlare di quella del Polito... Conosco qualcuno che studia a Cagliari ora e si trova benissimo.
Faccio una premessa dicendo che avevo letto un articolo di anni fa in cui UNICA era ritenuta l'università peggiore di tutta Italia
Ho sentito spesso dire che alcune università sarde in generale diano una preparazione inferiore rispetto a quelle nazionali, portando all'effetto che dici tu del buttare una persona nell'acqua alta per imparare a nuotare, ma secondo me è un discorso un pochino esagerato. Si tende troppo spesso a non valorizzare quello che si ha vicino per idealizzare quello che c'è fuori. D'altro canto però è sbagliato anche non prendere in considerazione altre realtà... Nella tua esperienza hai trovato differenze tra te e chi proveniva da altre università?
Per quanto riguarda le neuroingegneria mi affascina tantissimo ma da un lato sono perplessa perché ho la sensazione che le università propongano corsi di laurea superfuturistici e multidisciplinari più per attrarre iscritti e quindi risorse economiche, che non per una reale spendibilità della qualifica nel mondo del lavoro. Non so poi se queste siano solo mie paure... In più se da un lato sento dire che il settore della biomedica è in crescita esponenziale, dall'altro sento di ingegneri biomedici costretti a "rivendersi" come informatici, tecnici o venditori...
Poi se ci sono tanti settori che mi affascinano (neuroingegneria, ingegneria dei tessuti, riabilitazione, protesi, robotica, bioinformatica...) ho paura di trovarmi a lavorare, come qualcuno di cui mi hanno raccontato, su anelli vaginali o simili, prospettiva non proprio elettrizzante. In questo senso secondo te la scelta della magistrale può essere determinante?
Scusami se ho una visione ridotta delle cose ma sto cercando di farmi un quadro quanto più ampio possibile.
Se da un lato mi interessa il lato tecnologico e pratico dell'ingegneria, dall'altro mi piace il lato umano della medicina; se avessi tutto il tempo che vorrei le studierei entrambe credo ...
Grazie mille ancora






Mi scuso per la risposta chilometrica, spero di essere almeno utile. Se hai altre domande chiedi pure.

P.S.: hai lo stesso nome e iniziale del cognome di una persona a me molto cara.[/quote]
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di Ste Pani
#433
Nella tua esperienza hai trovato differenze tra te e chi proveniva da altre università?
Come ho scritto in precedenza differenze ce ne sono sempre fra i vari atenei ma a mio parere quello che conta è essere motivati, capire le cose e farsele piacere.
Le differenze nella triennale non compromettono molto quello che si farà alla magistrale se si è sufficientemente motivati.
La triennale ti dà le basi e bene o male tutti gli atenei te li danno, oltre questo della triennale non importa molto a nessuno, men che meno alle aziende in cui cerchi lavoro.
In più se da un lato sento dire che il settore della biomedica è in crescita esponenziale, dall'altro sento di ingegneri biomedici costretti a "rivendersi" come informatici, tecnici o venditori
Più che altro si "rivendono" come altri tipi di ingegneri, come ingegneri elettronici o meccanici in particolare. Un mio professore un giorno ha proprio detto che non è vero che gli ingegneri biomedici in Italia non trovano lavoro: di fatto lo trovano, ma raramente nel proprio ramo di interesse.
Non credere che però questo sia un problema solo di ingegneria biomedica, è una cosa condivisa da molti ambiti, anche non di ingegneria.
Spesso nella vita capita che non si arrivi a fare quello che si è sempre sognato ma ci si deve accontentare, l'importante è che non ti dispiaccia quello che fai e che ti impegni nel farlo bene.
Conosco ad esempio una persona laureata in ingegneria dei trasporti che per tutta la sua vita ha fatto l'ingegnere edile e il professore ma mai l'ingegnere dei trasporti. Nonostante ciò vive bene.
Poi se ci sono tanti settori che mi affascinano (neuroingegneria, ingegneria dei tessuti, riabilitazione, protesi, robotica, bioinformatica...) ho paura di trovarmi a lavorare, come qualcuno di cui mi hanno raccontato, su anelli vaginali o simili, prospettiva non proprio elettrizzante. In questo senso secondo te la scelta della magistrale può essere determinante?
Lo spero, ancora non l'ho finita nemmeno io. Però come ho detto bisogna accontentarsi delle volte. Magari eviti quello che proprio non ti piace nemmeno un po' e tutto ti andrà liscio.
Se da un lato mi interessa il lato tecnologico e pratico dell'ingegneria, dall'altro mi piace il lato umano della medicina; se avessi tutto il tempo che vorrei le studierei entrambe credo ...
In teoria potresti fare davvero entrambe le cose se le finanze te lo permettono. Mia madre mi ha ripetuto per anni che dopo che avrei finito con ingegneria mi sarei dovuto iscrivere in medicina.
Un mio professore delle superiori ha diverse lauree e che io sappia se ne sta ancora prendendo un'altra nonostante abbia già un lavoro da anni. Te lo scrivo giusto per farti capire che se lo vuoi veramente il tempo lo trovi.
Nella mia risposta scorsa avevo scritto riguardo al PoliTo:
Io posso dirti che alla triennale non si fa nemmeno un po' di matlab (programma utilissimo)
Ho appena scoperto che al PoliTo hanno introdotto da quest'anno alla triennale l'uso di matlab per il corso di geometria. È comunque meglio di nulla :roll:
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di la_lly
#437
Ciao, mi ritrovo nelle situazioni analoghe. Sono al primo anno di farmacia e mi sono resa conto già da ora che l'ambiente che frequenterò lavorativamente sarà molto frustrante e per giunta sottopagato, con tanto sforzo nello studio (è tutta chimica) e nessuna meritocrazia..essendo al primo anno credo di essere in tempo per cambiare e finalmente sentire di aver fatto il possibile per me stessa, per assicurarmi un futuro. Studio molto, quindi credo di essere abituata a reggere carichi di studio pesanti e preferisco stressarmi per quello piuttosto che per un domani incertissimo. Mi piacciono molto le materie biologiche, chimiche e mediche e quindi ero orientata o per ingegneria chimica, o per ingegneria clinica (sono due triennali),per poi fare la specialistica.. Oltre allo scoglio di convincere i miei genitori, con tutto il fatto che una laurea così sia gratificante, dal punto di vista del dopo.. conviene? Ho paura di passare dalla padella alla brace. Inoltre.. secondo voi, laurearmi con un anno in ritardo, è tanto grave per il lavoro? :(
Avrei voluto osare di più quando ho scelto per il mio futuro a settembre.
Grazie mille!
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di Ste Pani
#438
Ciao e ben venuta! Hai fatto bene a scrivere qui visto che hai un problema simile, complimenti!
Studio molto, quindi credo di essere abituata a reggere carichi di studio pesanti e preferisco stressarmi per quello piuttosto che per un domani incertissimo.
Qui c'è un problema di fondo relativo al domani incertissimo, cioè non credere che il futuro da ingegnere biomedico sia molto più certo qui in Italia.
Come ho scritto qualche commento fa, il lavoro un ingegnere biomedico lo trova piuttosto spesso ma soprattutto in un campo NON biomedico, ad esempio ingegneria elettronica o informatica oppure meccanica (questo secondo ciò che è stato detto da un professore e che era particolarmente sicuro di ciò che diceva).
Io conosco qualcuno in farmacia che già lavora e so che se lavori in una farmacia (cosa non così difficile come credi) praticamente farai la commessa (se vai in una farmacia puoi vedere che in effetti non fanno altro che vendere prodotti farmaceutici).
Se lavori per un'azienda farmaceutica allora le possibilità di lavoro diminuiscono e da quanto mi è stato riferito si tratta di testare farmaci in particolare su cavie (che faranno inesorabilmente una brutta fine) oltre che in vitro o test su volontari. Se ci sono altri ambiti non me ne hanno parlato.
Il lavoro sottopagato all'inizio della carriera si ha quasi ovunque, ingegneria compresa, anche se magari in farmacia il lavoro è ancora più sottopagato (in media però non so quanto siano pagati né i farmacisti né gli ingegneri).
Comunque l'ingegnere biomedico sebbene potrebbe non lavorare per un campo biomedico è però molto reversibile in quanto ha basi di diverse ingegnerie, per cui si può adattare ad altri tipi di lavori. Il farmacista credo che invece sia già più specifico e trova lavoro in ambiti diversi dal suo più difficilemente (non sono sicuro di ciò, è un'ipotesi conoscendo i campi di applicazione)
Mi piacciono molto le materie biologiche, chimiche e mediche e quindi ero orientata o per ingegneria chimica, o per ingegneria clinica (sono due triennali),per poi fare la specialistica
Ingegneria chimica e ingegneria clinica sono parecchio diverse!
Dove le studieresti? Magari a seconda del posto trovi quella che fa più per te, sempre se deciderai di passare all'ingegneria.
Oltre allo scoglio di convincere i miei genitori, con tutto il fatto che una laurea così sia gratificante, dal punto di vista del dopo.. conviene?
Questo non te lo so dire, dipende. Se pensi di non trovarti bene in farmacia può darsi.
Non vorrei consigliarti le cose sbagliate ma a me il fatto della convenienza sembra una cosa molto soggettiva. L'importante però è avere una certa convinzione e impegno in quello che si fa, in questo modo si superano gli ostacoli anche più difficili. Se si fa del proprio meglio è già un buon passo.
Inoltre.. secondo voi, laurearmi con un anno in ritardo, è tanto grave per il lavoro? :(
Assolutamente no! :) Conosco un sacco di persone che hanno iniziato la triennale anche tre o quattro anni dopo.
Le aziende in cui cerchi lavoro non guardano la tua età ma il tuo percorso di studio, le esperienze, la media e il tempo che impieghi per laurearti (non la tua età ma in quanto tempo hai impiegato per ottenere la laurea da quando ti sei iscritta).
Conosco una marea di persone che sono veramente in ritardo di alcuni anni nella laurea, se non ci fosse speranza per te non ce ne sarebbe nemmeno per tutti loro. Fortunatamente invece c'è speranza per loro e a maggior rgione per te ;)
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