Nasce il primo forum italiano per l'Ingegneria Biomedica

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Esperienze di studio nei corsi di laurea in Ingegneria Biomedica degli atenei italiani ed esteri
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di Falcons
#372
Salve a tutti mi chiamo Giovanni e sono al secondo anno di Ingegneria Meccanica. Cercherò di esporre in breve il mio dubbio. Quando ho dovuto scegliere il mio percorso di studi due anni fa, ero molto indeciso tra Medicina ed Ingegneria, la prima perchè il lavoro del medico è comunque un bel lavoro dove il tuo scopo è aiutare le persone che stanno male, la seconda come normale continuazione del mio percorso dopo il liceo scientifico. Alla fine un po' perchè non me la sentivo di intraprendere un percorso così lungo senza una forte passione che mi spingesse , un po' per timore di non farcela ho scelto di fare Ingegneria. Il primo anno è andato molto bene, ho dato tutti gli esami e con buoni voti, però mi sono accorto durante questo secondo anno che fare l'ingegnere meccanico non è quello che mi appassiona, in quanto mi sono reso conto che nel mio futuro lavoro vorrei quando torno la sera, trovare la gioia di sapere che ho aiutato qualcuno, che il tempo che ho dedicato e che i miei sforzi hanno potuto rendere migliore la vita degli altri. Da una parte pensavo di studiare per i test di Medicina, però mi è stato fortemente sconsigliato in quanto perderei gli ottimi risultati d'ingegneria,e se andasse tutto bene e riuscissi a passare il test al primo colpo,entrerei con due anni di ritardo rispetto agli altri, e avrei tanti anni ancora da studiare avanti a me, e con nessuna raccomandazione per la magistrale in quanto non ho parenti medici.Avevo notato però la magistrale in ingegneria biomedica e appunto pensavo che avrei potuto continuare gli studi in questo percorso. Sapere di andare a lavoro per progettare un cuore artificiale per una persona che ne ha bisogno, realizzare una mano meccanica per aiutare qualcuno che ha perso un arto in un incidente e così via mi avevano riempito il cuore di speranza di aver trovato il corso fatto per me. Il poter aiutare quelli che soffrono magari non stando direttamente a contatto ad esempio con i malati, ma da dietro le quinte fare comunque in modo di aiutare coloro che sono nel bisogno mi aveva particolarmente catturato. Eccoci qui quindi con questo dilemma, in Italia diciamo che nessuno fa effettivamente questo, o comunque non ci sono aziende che cercano biomedici in particolare. Mi è caduto il mondo addosso dopo questa presa di coscienza di come funziona effettivamente il nostro paese e volevo sapere cosa potreste consigliarmi. Io non mi faccio problemi a dover studiare all'estero o comunque trasferirmi li in un futuro e lavorare non so in Germania o negli Stati Uniti o comunque in un altro paese, l'importante è fare qualcosa che possa piacermi nella vita.In questo momento sono nel pallone, da una parte a questo punto se devo fare comunque fare qualcosa che non mi piace tanto vale studiare per i Test di Medicina anche se mi rendo conto che è una follia , dall'altra sto cercando un modo per fare effettivamente l'ingegnere biomedico da grande, anche se nel nostro paese a quanto pare non è possibile.Grazie a tutti coloro che hanno letto e che mi risponderanno
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di matteo
#373
Caro ingegnere in panne,
rispondo volentieri alla tua comunissima questione circa l'essere
più o meno convinti riguardo la carriera universitaria intrapresa e t auguro in anticipo un grande in bocca al lupo!

Credo proprio che tra tutti quelli che si iscrivono ad un corso di laurea, di qualunque tipo,
nessuno sia sicuro al 100% di aver fatto la scelta giusta :o , pochissimi lo siano
al 99% :o e quasi tutti abbiano invece preso la fatidica decisione facendo
una valutazione più o meno rapida sulle proprie passioni e aspettative (in termini di qualità di vita)
scegliendo di fatto con una buona dose di incoscienza/semi-incoscienza :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: .
Quindi crisi, ripensamenti e variazioni sul tema sono normalissime e non c si deve scoraggiare :D :D :D .

Allora, come suggerisce il buon Viggo Mortensen nel recente
film "captain fantastic", STOP!
Stay calm: non è la fine del mondo se siamo
nel dubbio, stiamo calmini che c siamo passati tutti e pare siamo addirittura sopravvissuti! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Think: pensiamo a cosa vogliamo veramente, in questo caso, fare da "grandi";
ho passioni? Ho propensioni per qualcosa? Cosa mi da soddisfazione? Cosa mi interessa? :geek:
Non avere passioni non deve spaventare perchè studiare con impegno GENERA di per se passione
o perlomeno restituisce conoscenza quindi maggiore chiarezza, se si percepisce d avere propensioni per qualcosa sarebbe
sciocco non sfruttarle, esercitare una professione che abbia riflessi nel sociale (professioni sanitarie/della formazione)
è ovvio crei uno stato di soddisfazione maggiore ma c sono tanti modi (anche meno diretti) per influire
in positivo sulla vita degli altri, il motore di tutto è ciò che t incuriosisce.
Observ: quali sono le "condizione al contorno" circa il mio obiettivo? :geek:
In Italia la figura lavorativa dell'ingegnere biomedico non esiste ancora (dato di fatto) ma non
è detto sarà così per sempre, ad ogni modo i medici invece esistono eccome!
Probabilmente l'unico modo, ad ora, per fare l'ing.biomedico in Italia è entrare nel settore della ricerca
(presso università, enti o aziende (R&D)) ma in Italia, si sa,
non c si investe più di tanto quindi tocca espatriare o come minimo spostarsi nelle poche città nostrane che sembrano
interessate a questa figura; ad ogni modo i settori della ricerca ESIGONO un livello alto
di preparazione, quindi chi ad oggi vuol fare l'ingegnere biomedico in questo paese deve essere un bravo un studente
(bisogna impegnarsi per avere un curriculum competitivo).
Plan: muoviamoci di conseguenza nella maniera più logica, ovvero più economica ed efficiente. :idea:
Non vuoi sprecare l'anno di ingegneria? Finisci meccanica e spostati nel miglior ateneo per l'ingegneria biomedica;
se ne hai la possibilità stai il più possibile all'estero (erasmus, placement, direttamente
il corso di laurea fuori se te lo puoi permettere) anche solo perchè da cosa nasce cosa e all'estero proposte di
dottorato/lavoro sono più frequenti;
Medicina ed ingegneria sono due facoltà entrambe affascinanti ma, secondo me, a se stanti; in estrema sintesi:
i medici fondano il loro lavoro sul metodo deduttivo ovvero principalmente devono riconoscere, gli ingegneri
fondano il loro lavoro sul metodo induttivo ovvero principalmente modellizzano;
il medico riconosce le malattie e definisce una terapia, l'ingegnere deve creare un qualcosa che risolva un problema;

Infine, qualche anno perso (1, 2, 5 anni? Che vuoi che siano se stai cercando la tua strada?) non è niente a confronto di una vita
passata facendo qualcosa che non t piace e con il rimpianto di non aver seguito le tue inclinazioni/passioni.
L'importante è impegnarsi e se t laureerai a 28 anni anzichè 25, pace ( il mondo del lavoro dopotutto non è ad aspettare te ;) ; anche a costo di ritardi sulla tabella d marcia è meglio capire bene quello che c piace e poi buttarcisi anima e corpo,
piuttosto che ammettere di aver sbagliato quando ormai è forse troppo tardi per tornare indietro).
CONSIGLIO SCELTA MAGISTRALE

Ti ringrazio per la risposta, ad esempio io vorrei[…]

Ciao a.pisono24 sono nella tua stessa situazione a[…]

seconda laurea dopo Medicina

Ti avviso: la classica fiammella si spegnerà[…]

Avete centrato perfettamente ciò che cercav[…]

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