Nasce il primo forum italiano per l'Ingegneria Biomedica

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#1102
Buongiorno,

Vi chiedo aiuto a risolvere un mio dubbio. Stavo immaginando come sbocco professionale di un ingegnere biomedico la possibilità di avviare un laboratorio di produzione di protesi e ortesi, magari tramite ausilio di stampe 3d. Tuttavia da quanto leggo sulle varie norme credo che l'ingegnere biomedico non sia abilitato a tale professione, ma è mai possibile? un tecnico ortopedico può e un ingegnere no? Ringrazio in anticipo per le delucidazioni
#1103
Ciao, ben ritrovato!

Una nostra collaboratrice, Alessia, ha dato questa risposta:
Puoi consultare la Tabella 2 al seguente indirizzo: https://www.ingegneriabiomedica.org/ord ... essionale/
In altre parole, “l’ingegnere biomedico abilitato alla professione è legittimato a operare su dispositivi, materiali, processi, macchine, apparati ed impianti, tecnologie biomediche”
Si tratta di riferimento normativo. Allo stesso indirizzo puoi trovare informazioni utili sugli altri riferimenti normativi per la professione di ingegnere biomedico.
Ci sentiamo anche di dire che, ottenute tutte le autorizzazioni, la parte economica è quella che all’inizio potrebbe essere l’ostacolo più ingente da sormontare.
Personalmente appoggio quanto detto da Alessia e mi trovo più che altro in dubbio sulla domanda.
Aprire un'attività è un qualcosa che può essere fatto in vari modi:
si può ad esempio iniziare da una startup (o da soli o con l'università ad esempio), più semplice perché è finanziata ma più complessa perché deve avere una qualche innovazione per mettere interesse,
oppure ci si può mettere in proprio, è complesso trovare i finanziamenti iniziali e gli assistenti ma lo si può fare anche senza innovazioni particolari, il problema maggiore è la competizione.
Tu intendevi la seconda?

In ogni caso vorrei capire esattamente a quali norme ti riferisci tu, così da capire se è giusto quel che hai letto tu o quello che ha letto Alessia.

Grazie a te per la domanda interessante!
#1105
Ciao,

In realtà la mia idea sarebbe quella di avviare un'attività di officina protesica, tuttavia sembrano esserci dei vincoli specifici per l'avvio dell'attività. (c'è una grande commistione con uno studio ortopedico a tutti gli effetti).

Vi allego le normative.

Vedasi ART 1 comma 2 del decreto ministeriale dove si parla di generico tecnico specializzato. Dopo di che la normativa rimanda alle applicazioni regionali.
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A titolo di esempio vi allego quello della regione siciliana che richiede esplicitamente:

Il direttore tecnico, dovrà essere abilitato all’esercizio della
professione di tecnico ortopedico e avere maturato un’esperienza
biennale nel settore dell’assistenza protesica di cui all’elenco 1 del
D.M. n. 332/99



Le parti citate sono state evidenziate in giallo
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Vorrei capire se aprire un'attività del genere sia precluso ad un ingegnere biomedico e se debba necessariamente farsi affiancare da un tecnico ortopedico.

Inoltre vi è un vincolo di 2 anni di esperienza....

Sembra tutto terribilmente complesso.
#1107
Ciao,
Ci sono alcuni punti da chiarire qui a cui purtroppo non saprei rispondere.
Innanzitutto la normativa a cui fai capo è del 1999, potrebbero esserci state delle aggiunte o aggiornamenti in successivi documenti che spiegano meglio tutto ciò.
È vero che però il documento dell'assessorato alla saluta sicilano è del 2012, ma potrebbero esserci delle differenze visto che si tratta di una regione a statuto speciale (purtroppo non ne ho idea).

Alessia ha anche notato che la normativa parla di “tecnico abilitato”, quella siciliana di “direttore tecnico” che sono due figure diverse. Il direttore deve sicuramente avere le competenze specifiche per la gestione e la direttiva dell'attività, mentre il tecnico è un lavoratore dipendente con altre compentenze e altri meriti.

Alessia stessa consiglia di rivolgersi all'ordine degli ingegneri della tua provincia per avere più informazioni in merito, come conoscere gli aggiornamenti (se ne hanno fatto) sulla normativa e cercare di risolvere questo problema.
Il problema dell'Ordine è che cambia da provincia in provincia e probabilmente all'estero si ha ancora un discorso diverso, per cui ha più senso chiedere direttamente alla provincia in cui si ha intenzione di aprire l'attività.

Sarei curioso poi di conoscere la risposta (e immagino anche coloro che leggeranno sul forum) :)
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