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Esperienze di lavoro di laureati italiani in Ingegneria Biomedica in Italia e all'Estero
di GiuBert
#709
Salve a tutti, sono uno studente dell'ultimo anno del liceo scientifico e la mia scelta di studi è orientata fra ingegneria elettronica e ingegneria biomedica, che so essere nata proprio come un branca della prima delle due. In ogni caso, le mie domande sono varie. Premetto che non ho scelto medicina perchè mi interessa molto l'approccio ingegneristico che ingegneria biomedica ti fa avere nel campo della cura del corpo umano, sia mediante la progettazione di macchinari, sia mediante l'ingegneria tissutale, la neuroingegneria ecc... Tutte le possibili specialistiche dell'ingegneria biomedica mi affascinano moltissimo. Il mio dubbio sorge in quanto ho letto di molte persone laureate in ingegneria biomedica che non trovavano lavoro nel proprio settore, ma finivano per "spacciarsi" per altri ingegneri, cosa che non voglio assolutamente accada a me, ma nel caso accada, il peggiore dei casi sarebbe appunto il ruolo di ingegnere elettronico. Ora vorrei sapere se questo rischio diventa reale solamente nel caso uno studente si fermi alla laurea triennale, oppure se il problema si ponga qui in Italia anche in caso di conseguimento di laurea specialistica di secondo livello. Nel caso il problema non si ponga per lauree di secondo livello, allora la mia scelta ricaderà sicuramente alla triennale in biomedica, mentre se si dovesse porre anche per laureati in lauree di secondo livello, secondo voi non conviene laurearsi in elettronica e poi eventualmente prendere una specialistica in biomedica nel caso poi con il passare degli anni si aprano nuovi spocchi lavorativi per ingegneri biomedici? Secondo voi, in caso si intraprenda questo tipo di percorso, gli esami integrativi sarebbero molti? Premetto che ho assolutamente la volontà di continuare gli studi dopo la triennale, qualsiasi sarà la mia scelta. E, ultima ma non meno importante domanda: confermate che all'estero la richiesta di ingegneri biomedici è altissima e non c'è il rischio di non lavorare nel proprio campo di interesse? Vi ringrazio in anticipo per le risposte e per il tempo che dedicherete a leggere il mio lunghissimo post (SCUSATE!).
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di Ste Pani
#714
Ciao GiuBert
Le tue domande sono comuni a molti ragazzi che vorrebbero intraprendere la carriera di ingegnere biomedico e le risposte non sono mai semplici.
Cercherò di dare qualche chiarimento o fare qualche osservazione per quanto posso.
Andiamo con ordine:
molte persone laureate in ingegneria biomedica che non trovavano lavoro nel proprio settore, ma finivano per "spacciarsi" per altri ingegneri, cosa che non voglio assolutamente accada a me [...] vorrei sapere se questo rischio diventa reale solamente nel caso uno studente si fermi alla laurea triennale, oppure se il problema si ponga qui in Italia anche in caso di conseguimento di laurea specialistica di secondo livello
Questo rischio purtroppo è reale e lo è per tutti gli ingegneri, ma in particolare per un biomedico che ha un po' di competenze in ambiti ingegneristici diversi e che quindi può "adattarsi".
Sicuramente il rischio è più alto con la sola triennale ma esiste anche dopo la magistrale.
Questo non significa che non avrai mai l'opportunità di lavorare per qualcosa di biomedica, sicuramente però è molto difficile arrivarci sin da subito.
non conviene laurearsi in elettronica e poi eventualmente prendere una specialistica in biomedica nel caso poi con il passare degli anni si aprano nuovi spocchi lavorativi per ingegneri biomedici? [...] gli esami integrativi sarebbero molti?
Sì volendo puoi farlo, nessuno lo vieta, dipende da ciò per cui sei più portato e cosa vorresti fare. Se sei sicuro che l'elettronica sia il tuo forte puoi fare la triennale in elettronica e poi specializzarti in qualcosa come la bioelettronica o simili.
Ovviamente avresti esami da recuperare, come anatomia, fisiologia, biochimica... quanti saranno dipende dalle università in cui studierai triennale e magistrale, i referenti dei corsi di studio della magistrale dovrebbero poterti dire di preciso cosa dovrai recuperare.
confermate che all'estero la richiesta di ingegneri biomedici è altissima e non c'è il rischio di non lavorare nel proprio campo di interesse?
In realtà non è esattamente così: la richiesta è maggiore in generale nei paesi più industrializzati (non tutto l'estero) e uno dei motivi è legato alla ricerca e alle aziende mondiali che si occupano di biomedica.
L'ingegneria biomedica è in continuo sviluppo ed è particolarmente forte nella ricerca. In Italia la ricerca è legata quasi solo all'università, la quale però non dà la certezza di un lavoro futuro al di fuori dell'università (o fai il dottornando e il professore o devi cercare altrove). In certi paesi all'estero la ricerca si può fare indipendentemente dalle università, quindi la richiesta di addetti alla ricerca è sicuramente superiore rispetto all'Italia.
La maggior parte delle aziende che si occupano di biomedica più importanti del mondo si trovano all'estero. È facile intuire che questi colossi possono permettersi un ampio personale e hanno sempre una certa richiesta.
Però la certezza non c'è mai nel lavoro, credo in nessun lavoro. Molto dipende dalle competenze della persona ad esempio... e da un pizzico di fortuna che non guasta mai

Ciao e grazie mille ancora per il tuo intervento! […]

Il mio voto alla triennale è stato 104/110,[…]

Ciao! In parte qualcuno ha fatto una domanda simil[…]

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