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Esperienze di studio nei corsi di laurea in Ingegneria Biomedica degli atenei italiani ed esteri
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di Giordana Di Bello
#606
Ciao a tutti!
premetto che ho letto diverse discussioni con domande simili alle mie e non vorrei essere ridondante , ma spero di ottenere informazioni più utili specificando le mie richieste.
Sto per concludere gli studi della triennale in biomedica ad Ancona, e come è giusto che sia mi sto documentando per la magistrale. Vorrei continuare sul ramo strettamente biomedico , pur sapendo che magari un indirizzo elettronico potrebbe essere vantaggioso per le opportunità lavorative, ma non è un tipo di studi a cui mi sento affine.
Ho dato un'occhiata ai due corsi di Pavia , uno su ingegneria dei tessuti, l'altro su tecnologie della salute e a quello di Bioingegneria di Padova , ritenendoli i piani di studi che più incontrano le mie inclinazioni e i miei interessi, ma ho paura che mi portino più al lavoro di ricercatrice che ad altro.
Il problema è che di opzioni ce ne sono tante, ma avrei bisogno di un consiglio da chi è nel campo per orientarmi al meglio e poter scegliere non solo quello che mi piace, ma che mi dia anche maggiori possibilità di entrare nel mondo del lavoro.
Grazie in anticipo a chi risponderà!
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di Ste Pani
#607
Ciao Giordana,
rispondere esaustivamente a queste domande non è mai facile.
Da quello che so io, trovare lavoro in Italia è complicato un po' per tutti di questi tempi, in particolare per i biomedici, indipendentemente dal tipo di magistrale.

Il lavoro da ricercatore è sicuramente più semplice se scegli di rimanere all'università anche dopo la magistrale e cominci un dottorato di ricerca.
Siccome tu non vuoi essere ricercatrice, a mio parere potresti cercare lavoro già dopo la magistrale inviando curricula alle varie aziende che si occupano dei settori che preferisci, in particolare ti consiglio di chiamare il responsabile dell'azienda telefonicamente per chiedere informazioni. In questo modo dovrebbe essere più semplice trovare un lavoro perché metti impegno anche nel cercarlo in modo autonomo e le aziende lo gradiscono. Se farai una tesi in azienda, inoltre, parti già avvantaggiata poiché non di rado viene chiesto come requisito un'esperienza aziendale.

Nel caso in cui non si trovi esattamente il lavoro sperato, io credo che sia necessario adattarsi anche alle cose che piacciono meno e di farlo a testa alta, nella speranza un giorno di trovare qualcosa di più affine alle proprie esigenze (con tutto il lavoro precario di oggi la cosa non è improbabile).

Quello che ti consiglio per gli studi, incece, è di seguire i corsi di laurea che più si adattano a ciò che vorresti in base alle tue preferenze.

Spero di esserti stato utile
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di Giordana Di Bello
#608
Ti ringrazio per la risposta.
Il mio timore è quello di pregiudicare con le mie scelte di studio la possibilità di ottenere impieghi diversi. Non avendo idea di come funziona questo mondo lavorativo, considero ogni opzione come un salto nel buio.
Sicuramente anche se non trovassi il lavoro più in linea con le mie aspettative accetterei le altre offerte, dopotutto è normale soprattutto all'inizio dover scendere a compromessi e adattarsi a ciò che ci viene proposto ( se c'è).
In ogni caso, non ho grandi aspettative sull'Italia e sarei pronta anche domani a partire per l'estero se dovesse capitare. E forse questa è già una cosa che cambia le carte in tavola, poiché so che molti non sono disposti a lasciare la loro realtà qui.
A questo punto rimane solo da dire: chi vivrà, vedrà.

Ciao Fed, io non ho studiato a Roma ma potrei dart[…]

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