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Esperienze di studio nei corsi di laurea in Ingegneria Biomedica degli atenei italiani ed esteri
di Mattia
#595
Buongiorno,sono un ragazzo di 22 anni che ha concluso un percorso triennale di Bioingegneria presso l'università degli studi di Pavia e volevoavere un Po di informazioni sulla magistrale.
Volevo sapere se un corso magistrale di Bioingegneria presso il Politecnico di Milano possa offrire maggiori opportunità lavorative e di ricerca piuttosto che quelle offerte da un ateneo come quello di Pavia,che oltre ad essere comodo per il viaggio per me,a parere mio risulta un valido ateneo.
Inoltre volevo sapere se con la magistrale possano cambiare le opportunità lavorative e gli sbocchi professionali rispetto ad una sola triennale in questo ambito.
Dato che da quel che vedo in ambito informatico ci sono molte più richieste(in Java e C),volevo anche sapere se dopo un corso magistrale un ingegnere biomedico possa comunque essere considerato per opportunita lavorative in ambito di programmazione o se le aziende vadano dirette su laureati in informatica o in ingegneria informatica,trascurando i "totali "biomedici.
Volevo appunto avere un'idea generale di quel che potrebbe aspettarmi dopo un corso magistrale nel campo biomedico,campo che a me interessa e forse è più affine alle mie caratteristiche rispetto a quello informatico,seppur a mio scapito più richiesto.
Grazie in anticipo,spero in una risposta che possa riflettere il più possibile la realtà.
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di Ste Pani
#597
Ciao Mattia!
Inoltre volevo sapere se con la magistrale possano cambiare le opportunità lavorative e gli sbocchi professionali rispetto ad una sola triennale in questo ambito.
La risposta è sì: spesso accade che qualche azienda ricerchi dei lavoratori che abbiano conseguito come minimo una laurea magistrale.
Addirittura ho visto diversi concorsi per lavori in cui si chiedeva come requisito minimo il possesso di un dottorato di ricerca!
Con una triennale puoi avere l'opportunità di fare un esame di stato per avere il titolo di ingegnere junior ma a mio parere, se proprio vuoi essere iscritto all'albo, è molto meglio fare una magistrale e poi eventualmente fare un esame di stato per avere il titolo di ingegnere.
Dato che da quel che vedo in ambito informatico ci sono molte più richieste(in Java e C),volevo anche sapere se dopo un corso magistrale un ingegnere biomedico possa comunque essere considerato per opportunita lavorative in ambito di programmazione o se le aziende vadano dirette su laureati in informatica o in ingegneria informatica,trascurando i "totali "biomedici.
No no l'ingegnere biomedico è ricercato anche negli ambiti non propriamente biomedici: alle aziende interessa il percorso formativo, il tipo di laurea e le conoscenze che scriverai sul tuo curriculum vitae (CV).
Se ad esempio dichiari di avere una laurea magistrale e di saper programmare in linguaggio Java, C, ecc, le aziende che occupano di programmazione potranno prenderti in ambito informatico perché hai le conoscenze giuste per uno specifico lavoro, anche se tu non sei un informatico puro.

Detto ciò, non conosco né il politecnico di Milano né l'università di Pavia ma so che se andrai a Milano avrai la possibilità di specializzarti in uno dei cinque settori più specifici a tua scelta mentre a Pavia ce ne sono solo due.
Inoltre il politecnico di Milano ti lascia un nome di un certo rango, senza nulla togliere a Pavia che sicuramente ha una buona università.
Oltre questo non saprei darti ulteriori consigli se non quello di visitare il sito di entrambi gli atenei per conoscere a fondo i vari corsi, dopodiché dovresti poter scegliere meglio.
di Mattia
#598
Va bene ti ringrazio molto!
L'ultima informazione che avevo interesse a capire se lo sbocco lavorativo che un indirizzo biomedico è in grado di offrire è veramente limitato come sembra.
Nella mia zona ho avuto poche poche richieste.
Volevo ecco sapere se il Politecnico sotto questo punto di vista possa offrire di più.
Da quel che so è che l'indirizzo biomedico offra essenzialmente opportunità in campo di ricerca ed eventualmente come ingegnere clinico nelle strutture sanitarie(ma in Italia ho letto che non è una figura affermata).
Ecco vorrei avere,se possibile e se ne sai effettivamente in piú,un chiarimento sul fatto se vi siano o meno richieste in questo campo che a me interessa.
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di Ste Pani
#600
Da quanto so io, effettivamente in Italia lo sbocco lavorativo in aree da vero ingegnere biomedico sono piuttosto limitate ed è anche vero che come ingegnere clinico e nelle strutture sanitare si trova un'opportunità di lavoro più frequente, però non mi risulta che sia una figura poco affermata come dici.
Io sono sicuro che un ingegnere biomedico può anche lavorare nei settori non biomedici che ti interessano di più (come quello informatico) e che vengono cercati dalle aziende, oppure cercano essi stessi le aziende, come se fossero ingegneri informatici.

Purtroppo non conosco bene il tuo campo di ricerca e non conosco affatto il politecnico di Milano, per cui non sono in grado di aiutarti più di così ed, anzi, eviterei di dire cose che potrebbero essere sbagliate.
Spero semmai in risposte di qualcun altro che conosce meglio queste cose.

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