Nasce il primo forum italiano per l'Ingegneria Biomedica

IngegneriaBiomedica.org presenta un progetto interamente italiano: la prima Community online di condivisione di idee per l'Ingegneria Biomedica. Unisciti a noi in questo ambizioso progetto!

Esperienze di studio nei corsi di laurea in Ingegneria Biomedica degli atenei italiani ed esteri
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di Theste89
#146
Pro : più facile di altre ingegnerie soprattutto dal terzo anno e la magistrale. Si trattano argomenti molto interessanti. Si sa un po' di tutto ed è facile riciclarsi

Contro : si studia un po' di tutto tralasciando argomenti importanti. L'approccio alla materia è descrittivo, non si studiano le tensioni ammissibili di un materiale ad esempio ma si studia che il titano è più leggero. In Italia c'è poco lavoro, ma questo ormai vale per tutti
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di Eliana
#275
Ragazzi, io ho appena finito il primo anno di Biomedical Engineerin a Roma tre (corso magistrale - in inglese- della triennale in Elettronica) e devo dire che di laboratorio ne abbiamo visto abbastanza.
Abbiamo seguito un corso basato interamente su breadbord e strumenti da laboratorio (cose diciamo di un livello di difficoltà medio-alto, perché il corso è aperto non solo a noi di Elettronica ma anche a tutti gli altri ingegneri) e un altro corso aveva anche una parte di laboratorio (durante la quale ci è stato assegnato un paper scientifico da riprodurre - quindi parliamo sia di lavoro in laboratorio con, nel nostro caso, sonde EMG, accelerometri e cose del genere, sia di lavoro al pc con Matlab e LabVIEW).
Oltretutto so che il prossimo anno (che stiamo appunto per iniziare) sono previsti altri laboratori...:)
#277
Ragazzi, io ho appena finito il primo anno di Biomedical Engineerin a Roma tre (corso magistrale - in inglese- della triennale in Elettronica) e devo dire che di laboratorio ne abbiamo visto abbastanza.
Abbiamo seguito un corso basato interamente su breadbord e strumenti da laboratorio (cose diciamo di un livello di difficoltà medio-alto, perché il corso è aperto non solo a noi di Elettronica ma anche a tutti gli altri ingegneri) e un altro corso aveva anche una parte di laboratorio (durante la quale ci è stato assegnato un paper scientifico da riprodurre - quindi parliamo sia di lavoro in laboratorio con, nel nostro caso, sonde EMG, accelerometri e cose del genere, sia di lavoro al pc con Matlab e LabVIEW).
Oltretutto so che il prossimo anno (che stiamo appunto per iniziare) sono previsti altri laboratori...:)
La vostra, penso sia una delle migliori facoltà di ingegneria biomedica dal punto di vista didattico! L'anno scorso ho pure valutato di spostarmi li dal politecnico di Torino. Senti Eliana, a parte laboratori vari avete prodotto un vero e proprio progetto compreso di realizzazione? Grazie :)
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di Eliana
#292
La vostra, penso sia una delle migliori facoltà di ingegneria biomedica dal punto di vista didattico! L'anno scorso ho pure valutato di spostarmi li dal politecnico di Torino. Senti Eliana, a parte laboratori vari avete prodotto un vero e proprio progetto compreso di realizzazione? Grazie :)
Allora, nel percorso meramente didattico ni, nel senso:
Per Fundamentals of Biomedical Engineering, come ti dicevo, ci hanno divisi in gruppi da 4-5 persone (calcola siamo meno di 30 in classe) e hanno assegnato a ogni gruppo un paper scientifico da riprodurre dall'inizio alla fine.
Noi avevamo un paper che studiava le differenze (in termini di power spectral density e frequenza) tra una camminata normale e una claudicante. Abbiamo ripetuto il paper per filo e per segno (da soli, ovviamente) dal settaggio degli strumenti, alle acquisizioni all'elaborazione e analisi dati e, infine, anche la scrittura di un nostro "paper" (ovvero la relazione finale).

Diciamo che, se parliamo esclusivamente della didattica, questo è stato il massimo (per ora, calcola che a ottobre comincio il secondo anno, quindi l'esperienza che ti riporto è solo inerente al primo anno).
Però i prof sono generalmente sempre disposti ad aiutare se uno ha un progetto.
Ad esempio, la Honda Europa ha lanciato un contest, un gruppetto di 4 studenti (compresa me) ha partecipato (con l'appoggio di un prof e del BioLab, che è il laboratorio di Biomedica di Roma Tre) e abbiamo creato questo: https://www.youtube.com/watch?v=Mgw6Cl6NKOw
Vincendo, oltretutto, il primo premio :D :D :D
Se uno ha voglia e tiene sempre le orecchie ben aperte, qualcosa viene fuori. :)
#293
Wow! Complimenti! Molto interessante il vostro progetto! Avete del materiale online a riguardo? Non so, una relazione?
E per quanto riguarda il corso di laurea, hai trovato delle materie diciamo "noiose" o meno interessanti? :)
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di Eliana
#296
Wow! Complimenti! Molto interessante il vostro progetto! Avete del materiale online a riguardo? Non so, una relazione?
No, una relazione ancora no, perché il progetto è ancora in fase di sviluppo (se vedi, siamo riusciti ad accendere un led, mentre ora vogliamo portarlo avanti).
E per quanto riguarda il corso di laurea, hai trovato delle materie diciamo "noiose" o meno interessanti? :)


Io sono un caso un po' a parte, perché anche se ho un vero amore (cioè il mondo delle protesi), alla fine mi piace anche tutto il resto xD
Più che altro, riesco a capire che anche una materia che sembra noiosa alla fine ti serve per fare altre cose...se fossi obbligata a rispondere, ti direi tutta la parte di matematica teorica che c'è dietro l'elaborazione dei segnali xD

Invece da voi a Torino com'è?
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di Monia
#536
Questo è il mio giudizio, tanto sincero quanto probabilmente parziale, in quanto, ripeto, sono ancora uno studente.
Spero che possa fornire comunque un'utile spunto a questa discussione ;)
Ciao, scusate sono nuova del forum e la vostra discussione mi interessa fortemente, a distanza di due anni sarei curiosa di sapere quali modifiche ci sono state nei vostri percorsi..la scelta universitaria biomedica dove vi ha concesso di arrivare? Grazie mille in anticipo
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di Gaetano Moceri
#540
Ciao, scusate sono nuova del forum e la vostra discussione mi interessa fortemente, a distanza di due anni sarei curiosa di sapere quali modifiche ci sono state nei vostri percorsi..la scelta universitaria biomedica dove vi ha concesso di arrivare? Grazie mille in anticipo
Per quanto mi riguarda aver provato 6 mesi di magistrale in ing. Biomedica per poi fuggire a gambe levate mi ha aperto un sacco di opportunità che prima sconoscevo completamente. E' stato parecchio difficile all'inizio, perchè ho cambiato diciamo totalmente campo (adesso sto facendo ICT engineering) però è un passaggio che, tornando indietro, rifarei sempre.
di Peppino601
#553
Ciao a tutti ,
mi sono appena iscritto al Forum, ma volevo dare il mio apporto per permettere alle nuove generazioni di fare la scelta ottimale.

Io sono laureato in Ingegneria Nucleare vecchio ordinamento (1996) e dopo aver prestato Servizio in Marina ho lavorato da subito in una Multinazionale che opera nel campo farmaceutico e Biomedico nel campo di presidi medico chirurgici ( Patch in hydrogel per la cura delle gravi ustioni e il rilascio controllato di Farmaci) . Oggi sono Direttore Tecnico della Produzione di altri presidi medico chirurgici.

Vista la grande affinità con il Campo Biomedico della mia attività ho pensato qualche anno fa di iscrivermi all'università proprio in Ingegneria Biomedica ( ho cambiato due università) e ne sono rimasto FORTEMENTE DELUSO. Spiego di seguito la mia delusione per un campo all'interno del quale riconosco un grande interesse industriale, ma che purtroppo non è formato a dovere.

1. Le università che ho frequentato hanno un approccio prettamente elettronico/Software all'ingegneria Biomedica
2. Manca assolutamente un percorso formativo "bio" che sia serio alla pari dei corsi di analisi matematica e fisica
3 . I Corsi di ingegneria biomedica nascono come "appendici" di corsi già esistenti e presenti nelle università
4. Totale scollegamento con le facolta ad indirizzo Biomedico degli atenei di cui fanno parte
5. Ci si focalizza davvero poco sulle necessità vere dell'ingegneria biomedica.

Detto ciò dopo due ani ed esami sostenuti ( che trovo nettamente più semplici rispetto agli esami che ho sostenuto in gioventù), ritengo che per approcciarsi al mondo dell'ingegneria Biomedica in modo costruttivo siano più valide le lauree in:
Ingegneria Chimica
Ingegneria Meccanica
Ingegneria Elettronica

Queste andranno ovviamente integrate con corsi che permettano di completare il GAP "Bio" che manca. Ad esempio ho seguito i corsi di Biologia generale e di Fisiologia generale per la facoltà di Farmacia.
Ho anche corso di Tecnico Sanitario per Camera Iperbarica che sono certamente più formativi di un corso di "architettura degli elaboratori" che è un qualcosa che ormai va dato per assodato nella conoscenza generale di un qualsiasi diplomato.

Peppino
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di Ste Pani
#554
Parere interessante!
È possibile che la delusione in parte sia dovuto all'ateneo? Di quale università si sta parlando?

Vorrei rispondere punto per punto con un mio parere.
1. Le università che ho frequentato hanno un approccio prettamente elettronico/Software all'ingegneria Biomedica
Per lo più vero, ma suppongo che da ateneo in ateneo la quantità dei corsi elettronici cambi. Dal mio punto di vista, alla mia triennale non si ha solo un approccio elettronico ma anche meccanico, chimico, biologico. Le persone che conosco che hanno poi seguito un percorso meccanico come me sostengono di aver fatto troppa elettronica, quelli che ne hanno seguito uno elettronico sostengono di aver fatto troppa meccanica.
È possibile che questa sia una questione di ateneo e di punti di vista.
Riguardo la magistrale le cose sono un po' diverse. Persino io che ho fatto un percorso in biomeccanica ho dovuto sostenere parecchi esami riguardante la parte elettronica e Software, però non la vedo come una brutta cosa. Ormai la tecnologia è entrata a far parte della vita dell'ingegnere: saper utilizzare un software è una cosa che ogni ingegnere moderno dovrebbe apprendere in quanto si risparmia molto lavoro.
2. Manca assolutamente un percorso formativo "bio" che sia serio alla pari dei corsi di analisi matematica e fisica
Vero. Sebbene la quantità di corsi "bio" vari da ateneo ad ateneo, ogni esame è sempre una versione molto semplificata dei corrispettivi esami che si fanno ad esempio in biologia, medicina, farmacia ecc...
Una possibile ragione è che l'ingegnere deve trattare queste materie dal punto di vista ingegneristico, senza soffermarsi troppo su cose che poi non lo riguarderanno nel futuro lavoro, per cui non ha senso farle diventare materie grosse come analisi matematica e fisica.
Ciononostante sono d'accordo con te quando dici che il percorso "bio" non sia trattato in modo davvero serio.
3 . I Corsi di ingegneria biomedica nascono come "appendici" di corsi già esistenti e presenti nelle università
Non sono del tutto d'accordo. È vero che l'ingegneria biomedica alla triennale sia un miscuglio di diverse ingegnerie (elettronica, meccanica, chimica e informatica) con in più una componente "bio", per cui è impensabile per un biomedico riuscire ad essere alla pari di un singolo ingegnere elettronico, meccanico, chimico o informatico.
Il fatto che ti sembrino "appendici" probabilmente (parlo per mia esperienza) potrebbe essere dovuto al fatto che i professori che insegnano le materie provengono in maggioranza da un'ingegneria non biomedica. Ad esempio, un professore che ha fatto ingegneria meccanica e che si trova ad insegnare meccanica ai biomedici crede che gli alunni capiranno la metà delle cose che dirà, per cui evita di fare le cose complesse riducendo il corso ad una appendice. Questo comunque non è sempre vero, molti professori non biomedici che ho avuto hanno trattato i propri corsi in maniera seria.
Questo problema, quindi, in buona parte è dovuto al tipo di ateneo e ai professori.
4. Totale scollegamento con le facolta ad indirizzo Biomedico degli atenei di cui fanno parte
Potresti spiegare meglio cosa intendi per "scollegamento"? Credo di non aver capito a pieno.
5. Ci si focalizza davvero poco sulle necessità vere dell'ingegneria biomedica.
Per la triennale sono pienamente d'accordo.
Secondo me si dovrebbe dividere il corso in due indirizzi ben distinti: uno industriale in cui l'elettronica e l'informatica sono secondari e uno dell'informazione in cui non si tratta la meccanica. In questo modo si indirizza già l'alunno verso un percorso formativo utile al futuro e si potrebbero trattare meglio le materie. Se poi si vuole approfondire qualche materia non di indirizzo, si dovrebbe avere la possibilità di fare tanti corsi a scelta dello studente.
Detto ciò dopo due ani ed esami sostenuti ( che trovo nettamente più semplici rispetto agli esami che ho sostenuto in gioventù), ritengo che per approcciarsi al mondo dell'ingegneria Biomedica in modo costruttivo siano più valide le lauree in:
Ingegneria Chimica
Ingegneria Meccanica
Ingegneria Elettronica
La mia risposta è un po' soggettiva ma credo che anche io dopo un laurea magistrale e un po' di esperienza troverei più semplici i corsi delle altre ingegnerie. Comunque è vero che se si fa un corso specifico, come i tre che hai citato, alla fine si diventa più esperto in quelle materie che si utilizzano anche in ingegneria biomedica. Il percorso triennale in altre ingegnerie e poi un percorso magistrale in biomedica è infatti piuttosto gettonato.
Io comunque mi sono reso conto che chi ha fatto una triennale in altri indirizzi alla fine si è trovato con molte cose per lui difficili (non mi riferisco agli ingegneri elettronici che a quanto pare se la cavano sempre).

Mi ha fatto piacere avere il tuo parere e sarebbe bello se tu potessi dare un contributo attivo in questo forum con pareri da un punto di vista diverso da quelli dell'ingegnere biomedico.
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