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di Yuri Tedesco
#3
Ciao a tutti, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate della convergenza tra neuroscienze, tecnologia, e discipline di carattere spirituale e contemplative come la meditazione e/o la mindfulness.
;)

PS: so che per alcuni ingegneri potrà sembrare uno strano accostamento; tuttavia i più attenti alle tematiche delle neuroscienze non possono non aver sentito parlare, per esempio, di studi fMRI condotti su praticanti esperti di meditazione.
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di FoX
#108
Ciao Yuri :) dato che a quanto mi é parso di capire sei il più preparato su questi argomenti, volevo chiederti se hai qualche link sito e documento ...in particolare sull'abbinamento tra neuroscienza e tecnologia.
Grazie mille :)
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di Emilio Andreozzi
#125
Ad essere sincero è uno degli ambiti che mi ha attratto di più da sempre: cercare nuovi modi per studiare il cervello e per dare una spiegazione a fenomeni e comportamenti apparentemente inspiegabili, quelli che la neurologia e la psichiatria non riescono a spiegare/curare e che invece la psicologia e approcci affini, di carattere più spirituale, riescono ad affrontare spesso con maggiore efficacia. Mi piacerebbe arrivare a capire quali sono i tasti che toccano queste discipline nella psiche umana, che invece la medicina non riesce a vedere.

Un altro aspetto che mi interessa da sempre è l'individualità, cioè quell'insieme di caratteristiche innate che, a prescindere dall'esperienza (per quanto sia difficile farlo), portano individui diversi a reagire in maniera diversa agli stessi stimoli. Mi interessa da sempre capire "dove" risiede, in quali caratteristiche morfologiche del cervello si manifesta e fino a che punto è possibile dedurne alcuni aspetti proprio dalla sola osservazione della morfologia del cervello.

A mio parere questo discorso, nell'ambito delle Neuroscienze, è l'analogo dello studio biomeccanico ed energetico del corpo condotto su maestri ed esperti di arti marziali, per spiegare il controllo e gli effetti di ciò che nelle discipline orientali chiamano "Chi" o "Qi", la famosa "energia interiore".
Anche questo tra la biomeccanica e le filosofie orientali potrà sembrare un accostamento piuttosto particolare, ma vi assicuro che dopo aver visto un monaco shaolin piegare una lancia appuntita poggiata sulla gola senza alcun danno, o resistere tranquillamente a colpi che normalmente abbatterebbero anche i migliori lottatori sportivi, chiunque si chiederebbe come cavolo è possibile.

Nonostante io sia da sempre appassionato di psicologia e da qualche anno praticante di arti marziali, non riesco ad accettare pienamente discorsi troppo "filosofici" (che siano di provenienza occidentale o orientale), per cui desidero sempre poter capire quale sia la "scienza" che c'è dietro a questi fenomeni, una spiegazione plausibile, sia pur fondata su nuove scoperte o nuove teorie, sull'introduzione di concetti nuovi nella scienza attuale (come del resto è sempre accaduto nella storia umana, sia pur con notevoli difficoltà).

Perdonate il piccolo off topic sull'analogia con il Chi/Qi e lo studio dei suoi effetti da un punto di vista biomeccanico/energetico, ma non ho potuto fare a meno di condividerlo con voi :mrgreen:

Mi piace molto questa discussione e spero che continuerà ad evolversi con nuovi interventi! :D
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di Ste Pani
#152
Salve ragazzi, trovo questa discussione enormemente affascinante, forse quella che mi è piaciuta di più, sebbene io non sia un amante delle neuroscienze.

Vi vorrei raccontare un'esperienza interessante di un mio amico... non sono sicuro che abbia proprio a che fare con la meditazione (non so molto in materia) ma io lo trovo correlato a questo.

Questo mio amico ha partecipato ad un qualcosa simile ad uno stage sulla psicologia e lui si occupava di far sperimentare alla gente una sensazione fittizia.

In pratica la persona doveva sedersi su una sedia e mettere le braccia su un tavolo. Un braccio viene nascosto dalla vista della persona e al suo posto viene messa una protesi di un arto superiore.
Il mio amico, tramite una piuma, accarezzava la mano protesi con gesti lenti e rilassanti per poi finire con un colpo di martello sulle dita.
Le persone sono portate a sentire le carezze poiché si rilassano (che io considero un po' come una meditazione indotta esternamente) e infine a sentire il dolore della martellata.

Quello che mi ha colpito di questa storia è stato che al mio amico si è presentato un uomo SENZA UN DITO! Quando lui ha accarezzato con la piuma la protesi proprio su quel dito, l'uomo gli ha detto che non aveva più sentito quella sensazione da anni e che gli era grato per averlo fatto.

Non so se questo abbia effettivamente a che vedere con la meditazione, ma sicuramente il fatto di rilassarsi con la mente permette cose straordinarie come queste!

Sarebbe bello riuscire a conferire una sensazione del genere a chi ha perso delle parti del corpo e secondo me le tecniche di meditazione unite all'ingegneria un giorno potrebbero riuscirci.
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di Yuri Tedesco
#181
volevo chiederti se hai qualche link sito e documento ...in particolare sull'abbinamento tra neuroscienza e tecnologia.
Grazie mille :)
Ciao Fox, scusami per il ritardo (per farmi perdonare cercherò di contattari anche in privato);
per quanto riguarda il connubio Neuroscienze-Tecnologia, il web è veramente strapieno di riferimenti, nel senso che il campo delle neurotechnologies - neuroengineering - neural engineering è affermato da decenni.
Digitando queste parole chiavi su un motore di ricerca ti renderai conto della vastità della materia e dell'attività scientifica correlata.

Voglio però segnalare, nell'ambito del legame Neuroscienze-Tecnologia, degli aspetti che nel vasto oceano di applicazioni a carattere più specificamente medico-riabilitativo, potrebbero passare inosservati.
Se infatti dalla parte delle Neuroscienze ci dedichiamo all'indagine sui meccanismi cognitivi e sugli stati di coscienza ed emozionali, il legame con la tecnologia sembra più difficile, ed ecco che invece vi segnalo questi link veramente interessanti a riguardo.

https://www.mindandlife.org/

https://it.wikipedia.org/wiki/Affective_computing

http://www.wisdom2summit.com/

http://www.buddhistgeeks.com/

Particolarmente rilevante è il primo link, che rimanda al sito web di un' istituzione (la Mind and Life Institute) molto all'avanguardia e di rilievo internazionale, fondata sul finire degli anni '80, che si occupa proprio dell'intersezione tra l'indagine scientifica sul funzionamento della mente e le pratiche conteplative.
Grazie a questa istituzione si è andato affermando il campo della "contemplative neuroscience".
https://en.wikipedia.org/wiki/Contempla ... uroscience

PS: Avete mai pensato cosa succede nel cervello di un monaco buddhista in stato meditativo? Bhe, c'è chi l'ha fatto e ha convinto i monaci a infilarsi a meditare dentro degli scan di risonanza magnetica funzionale. Provate a digitare "buddhist monk magnetic resonance fMRI meditation" ecc. su google :D
Questo è per esempio ciò di cui si occupano le contemplative sciences.
#182
Salve ragazzi, trovo questa discussione enormemente affascinante, forse quella che mi è piaciuta di più, sebbene io non sia un amante delle neuroscienze.

[...] la persona doveva sedersi su una sedia e mettere le braccia su un tavolo. Un braccio viene nascosto dalla vista della persona e al suo posto viene messa una protesi di un arto superiore.
[...] veniva accarezzata la mano protesi con gesti lenti e rilassanti per poi finire con un colpo di martello sulle dita.
Le persone sono portate a sentire le carezze poiché si rilassano (che io considero un po' come una meditazione indotta esternamente) e infine a sentire il dolore della martellata.

Quello che mi ha colpito di questa storia è stato che al mio amico si è presentato un uomo SENZA UN DITO! Quando lui ha accarezzato con la piuma la protesi proprio su quel dito, l'uomo gli ha detto che non aveva più sentito quella sensazione da anni e che gli era grato per averlo fatto.
[...]
Sarebbe bello riuscire a conferire una sensazione del genere a chi ha perso delle parti del corpo e secondo me le tecniche di meditazione unite all'ingegneria un giorno potrebbero riuscirci.

Ciao StePani, ciò che racconti è in accordo con evidenze scientifiche. La possibilità che una persona che ha perso un arto possa percepire ancora sensazioni (tattili, o altro) tali da far sembrare di possedere ancora l'arto perso, viene detta sensazione dell'arto fantasma (phantom limb) .

Certamente lo stato emozionale della persona gioca un ruolo importantissimo in generale.
Pensa anche ad un esempio della vita di tutti giorni: poniamo di essere in tensione psicologica per qualche motivo, e che nel frattempo stiamo ai fornelli per cucinare qualcosa. Sbadatamente entriamo in contatto con una pentola leggermente calda (ma non bollente!), che magari avevamo già tolto dal fuoco. E' possibile che in noi scatti una reazione spropositata rispetto alle reali esigenze di difesa da una scottatura. E' probabile invece che in un'altra occasione, toccando una pentola alla stessa temperatura del caso precedente (calda, ma non rovente) ma in condizioni di maggiore serenità mentale, la nostra reazione al contatto con la pentola sia maggiormente calibrata sulla situazione, senza urla o spaventi esagerati :)

Per il discorso della restituzione di sensazioni tattili a soggetti amputati, la bioingegneria in questi anni sta facendo grossi sforzi e grandi progressi, in particolare nelle interfacce neurali con feedback sensoriale.
Sono recenti le notizie di centri di ricerca (come il Campus BioMedico di Roma) che hanno ultimato tecnologie capaci non solo di permettere al paziente di governare un arto robotico, per esempio per afferrare un oggetto, ma anche di chiudere il loop restituendo al cervello informazioni tattili/sensoriali dell'oggetto afferrato (cosa importante per la destrezza con la quale il soggetto effettuerà le varie azioni che prevedono una manipolazione).
> link1: http://www.unicampus.it/documents/UCBM_ ... er_ITA.pdf

Ancora più recentemene è stato messo a punto, dalla compagnia americana Battelle, un device da usare su soggetti che sono in possesso del proprio arto naturale, ma che per una condizione di tetraplegia (es. incidenti che hanno causato lesioni a livello spinale) sono impossibilitati a muovere (paralizzati).
Usando l'impulso cerebrale naturalmente dedicato al movimento dell'arto, la tecnologia messa a punto da Battelle è in grado di bypassare la lesione spinale e rendere nuovamente governabile l'arto da parte del soggetto. Tuttavia in questo caso non si è ancora giunti a chiudere il loop per restituire informazioni sensoriali al soggetto, che deve quindi basarsi solo sulle info visive per calibrare i propri movimenti.
> link2: http://www.battelle.org/our-work/pharma ... technology
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di Yuri Tedesco
#183
[...] studio biomeccanico ed energetico del corpo condotto su maestri ed esperti di arti marziali, per spiegare il controllo e gli effetti di ciò che nelle discipline orientali chiamano "Chi" o "Qi", la famosa "energia interiore".
Anche questo tra la biomeccanica e le filosofie orientali potrà sembrare un accostamento piuttosto particolare, ma vi assicuro che dopo aver visto un monaco shaolin piegare una lancia appuntita poggiata sulla gola senza alcun danno, o resistere tranquillamente a colpi che normalmente abbatterebbero anche i migliori lottatori sportivi, chiunque si chiederebbe come cavolo è possibile.

Nonostante io sia da sempre appassionato di psicologia e da qualche anno praticante di arti marziali, non riesco ad accettare pienamente discorsi troppo "filosofici" (che siano di provenienza occidentale o orientale), per cui desidero sempre poter capire quale sia la "scienza" che c'è dietro a questi fenomeni, una spiegazione plausibile, sia pur fondata su nuove scoperte o nuove teorie, sull'introduzione di concetti nuovi nella scienza attuale (come del resto è sempre accaduto nella storia umana, sia pur con notevoli difficoltà).

Perdonate il piccolo off topic sull'analogia con il Chi/Qi e lo studio dei suoi effetti da un punto di vista biomeccanico/energetico, ma non ho potuto fare a meno di condividerlo con voi :mrgreen:
Emilio intervento interessante, e non credo sia affatto off-topic, anzi!
E' un aspetto su cui non avevo mai riflettuto, se conosci qualche sviluppo in merito condividilo qui.

Mi auguro che questo thread possa continuare così, con "contaminazioni" originali, proposte in uno spirito di apertura mentale senza però trascurare del tutto (come hai detto anche tu, Emilio) l'approccio scientifico.
Psicologia, Filosofia, Religione, Tecnologia, sono classificazioni culturali a volte troppo rigide per permettere uno scambio interdisciplinare fertile.
A volte le persone competenti in un particolare campo si chiudono in tale sfera di dominio e questo è un peccato.
In questo thread è ammesso uscire dalle demarcazioni standard, ma ripeto, sempre con serietà e onestà intellettuale.

Grazie, continuate a partecipare alla discussione!
Sempre ovviamente restando nel binomio mente-tecnologia, come indicato nel titolo della discussione stessa.
A presto ;)
Grande dubbio

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